Quotidiano Oncologia

Ecografia ascellare nel tumore al seno: alta specificità, ma sensibilità moderata

30 Settembre 2026 > Ilenia Di Martino

L’ecografia ascellare, eseguita da sola o associata ad agoaspirato, mostra un’elevata specificità ma una sensibilità solo moderata nell’individuare le metastasi linfonodali nelle pazienti con carcinoma mammario. A documentarlo è una meta-analisi pubblicata nel 2026 su Radiography, che conferma il ruolo dell’esame come strumento preliminare di valutazione preoperatoria, ma ne ridimensiona l’utilizzo come unico metodo di stadiazione ascellare.

Il lavoro ha preso in esame 19 studi, per un totale di 9.886 pazienti, confrontando l’accuratezza dell’ecografia ascellare, inclusa quella guidata da agoaspirato, con lo standard di riferimento rappresentato dalla biopsia del linfonodo sentinella.

I dati aggregati mostrano per l’ecografia ascellare una sensibilità del 65,25% e una specificità dell’87,18%. Dopo l’aggiustamento per gli outlier, i valori si attestano rispettivamente al 62,20% e all’88,43%. Il diagnostic odds ratio riportato dagli autori è pari a 0,27 prima della correzione e a 0,20 dopo l’analisi degli outlier, dato interpretato dagli stessi autori come indicativo di una performance diagnostica complessivamente moderata.

Anche la curva SROC conferma questo profilo: l’ecografia ascellare presenta una specificità elevata, ma una sensibilità non sufficiente a escludere con sicurezza il coinvolgimento linfonodale in caso di esame negativo. L’analisi per sottogruppi ha inoltre evidenziato una variazione significativa della specificità in base al rischio di bias degli studi, senza effetti rilevanti su sensibilità e DOR.

Nel complesso, l’ecografia ascellare si conferma un utile presidio iniziale nella valutazione preoperatoria del carcinoma mammario, ma non può sostituire la conferma bioptica. Secondo gli autori, l’integrazione dell’AUS con il campionamento tissutale o con tecniche di imaging avanzato può migliorare l’accuratezza della stadiazione preoperatoria e supportare una più corretta pianificazione chirurgica.

Radiography (London, England: 1995), 32(3), 103330. https://doi.org/10.1016/j.radi.2026.103330