Quotidiano Oncologia

EORTC: la IM-MS-RT riduce la mortalità da tumore mammario, ma non migliora la sopravvivenza globale a 20 anni

13 Luglio 2026 > Ilenia Di Martino

I risultati a 20 anni dello studio randomizzato EORTC 22922/10925 ridimensionano il ruolo della radioterapia sui linfonodi della catena mammaria interna e sopraclavicolari mediali, IM-MS-RT, nel carcinoma mammario in stadio I-III. Sebbene l’irradiazione sia associata a una riduzione significativa della mortalità specifica per tumore mammario, questo beneficio non si traduce in un miglioramento della sopravvivenza globale nel lungo periodo.

Il trial ha arruolato, tra il 1996 e il 2004, 4.004 pazienti con linfonodi ascellari positivi e/o tumori centrali o mediali. L’obiettivo primario era valutare l’impatto della IM-MS-RT sulla sopravvivenza globale, mentre gli endpoint secondari includevano sopravvivenza libera da malattia, sopravvivenza libera da metastasi a distanza e mortalità specifica per carcinoma mammario.

A un follow-up mediano di 22,2 anni, sono stati registrati 1.550 decessi, pari al 38,7% della popolazione. Di questi, 796, pari al 51,4%, erano dovuti a carcinoma mammario.

A 20 anni, non sono emerse differenze significative tra il gruppo IM-MS-RT e il gruppo di controllo per gli endpoint principali di efficacia. La sopravvivenza globale è stata del 61,0% nel braccio IM-MS-RT e del 61,8% nel controllo, con HR 1,00 e p=0,967. La sopravvivenza libera da malattia è stata del 48,2% contro il 49,0%, con HR 0,97 e p=0,515. La sopravvivenza libera da metastasi a distanza è stata del 58,9% contro il 59,8%, con HR 0,97 e p=0,578.

Il dato più rilevante riguarda il bilancio delle cause di morte. La IM-MS-RT ha ridotto in modo significativo la mortalità per carcinoma mammario rispetto al controllo: 18,6% contro 22,4%, con HR 0,82 e p=0,006. Tuttavia, questo vantaggio è stato controbilanciato da un aumento dei decessi non correlati al tumore mammario o per cause ignote, soprattutto dopo i 15 anni dal trattamento: 20,4% contro 15,8%, con HR 1,26 e p=0,002.

Anche il profilo di tossicità tardiva richiede attenzione. Nel braccio IM-MS-RT sono risultate più frequenti fibrosi polmonare, 6,3% contro 3,2%, fibrosi cardiaca, 2,7% contro 1,7%, e patologie cardiache complessive, 15,2% contro 11,7%. I tassi di tossicità severa di grado 3-4 sono stati invece bassi e simili tra i gruppi: 1,9% contro 1,7% per gli eventi cardiaci e 0,3% contro 0,0% per quelli polmonari.

Nel complesso, lo studio mostra che la radioterapia IM-MS riduce la mortalità specifica per carcinoma mammario, ma non migliora la sopravvivenza globale a 20 anni. Il possibile beneficio oncologico viene bilanciato da un aumento delle morti non oncologiche o di causa ignota e da una maggiore incidenza di alcune tossicità tardive cardio-polmonari.

Il messaggio clinico è prudente ma importante: nei tumori mammari con prognosi favorevole, i trattamenti loco-regionali devono essere valutati non solo per il controllo della malattia, ma anche per il loro impatto a lunghissimo termine. La selezione delle pazienti, la moderna pianificazione radioterapica e il follow-up prolungato restano decisivi per bilanciare beneficio oncologico e rischio tardivo.

Fonte: CA: A Cancer Journal for Clinicians, 2026;76. DOI: 10.3322/caac.70082.