Quotidiano Oncologia

Fumi di saldatura associati a un maggior rischio di tumore della vescica

1 Ottobre 2026 > Ilenia Di Martino

L’esposizione professionale ai fumi di saldatura è associata a un aumento delle odds di sviluppare un tumore della vescica. È quanto emerge da una revisione sistematica con meta-analisi di studi osservazionali pubblicata nel 2026 sull’American Journal of Industrial Medicine, condotta per chiarire un’associazione occupazionale sulla quale le evidenze precedenti erano risultate non conclusive.

La meta-analisi ha incluso 34 studi epidemiologici. Nel complesso, i lavoratori esposti ai fumi di saldatura hanno mostrato odds di tumore della vescica superiori del 20% rispetto ai soggetti non esposti (OR 1,20; IC 95% 1,11-1,30).

L’associazione è rimasta statisticamente significativa anche nelle analisi ristrette agli studi che avevano effettuato un aggiustamento sia per l’età sia per il fumo di sigaretta, due importanti potenziali fattori di confondimento. Le analisi di sensibilità condotte considerando soltanto gli studi di qualità metodologica più elevata hanno inoltre confermato la robustezza dell’associazione osservata.

Le analisi per sottogruppi hanno tuttavia evidenziato variazioni nell’entità dell’associazione in funzione del periodo di pubblicazione degli studi, dell’area geografica e delle metodologie utilizzate per valutare l’esposizione professionale ai fumi di saldatura.

Nel complesso, gli autori concludono che l’esposizione professionale ai fumi di saldatura è associata a un rischio più elevato di tumore della vescica. Trattandosi di una meta-analisi di studi osservazionali, i risultati documentano un’associazione epidemiologica e non consentono di stabilire, da soli, un rapporto causale.

Secondo gli autori, questi risultati sostengono la necessità di migliorare le misure di sicurezza occupazionale e il monitoraggio dell’esposizione nei lavoratori interessati. Ulteriori ricerche saranno necessarie per chiarire i meccanismi biologici sottostanti e definire meglio l’eventuale relazione dose-risposta.

Fonte: American Journal of Industrial Medicine. 2026;69(4):230-240. doi: 10.1002/ajim.70062.