Quotidiano Oncologia

Glioblastoma: dieta chetogenica sicura e fattibile, possibili segnali di beneficio sulla sopravvivenza

14 Ottobre 2026 > Ilenia Di Martino

La dieta chetogenica utilizzata come terapia metabolica adiuvante nel glioblastoma e negli gliomi ad alto grado si è dimostrata fattibile e generalmente ben tollerata, mentre alcuni studi suggeriscono un possibile beneficio sulla sopravvivenza. Le evidenze disponibili non consentono tuttavia di stabilire con certezza l’entità di questo effetto. È quanto emerge da una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2026 su Neurological Sciences.

La revisione ha incluso 41 studi sull’uomo, comprendenti trial randomizzati, studi prospettici, serie e case report e abstract, nei quali sono stati utilizzati differenti approcci nutrizionali, tra cui dieta chetogenica classica, dieta Atkins modificata e regimi con restrizione calorica. Oltre il 75% dei pazienti ha raggiunto e mantenuto uno stato di chetosi nutrizionale.

I segnali più favorevoli sulla sopravvivenza provengono da alcuni studi recenti. In uno studio di fase I di sicurezza e fattibilità condotto in pazienti con glioblastoma di nuova diagnosi sottoposti anche al trattamento standard, la sopravvivenza globale mediana è stata di 29,4 mesi e la sopravvivenza libera da progressione di 12,9 mesi. Gli autori della review confrontano questi risultati con il valore storico di 14,6 mesi di OS associato allo standard terapeutico. Questo confronto, tuttavia, non deriva da una randomizzazione contro un gruppo di controllo contemporaneo e non consente quindi di concludere che la dieta chetogenica raddoppi la sopravvivenza.

Un altro studio incluso nella revisione ha riportato una sopravvivenza a 3 anni del 66,7% nei pazienti aderenti alla terapia metabolica chetogenica, rispetto all’8,3% nei controlli. Anche questo dato proviene però da una singola esperienza clinica e non rappresenta una stima aggregata dell’intera revisione.

Sul piano della sicurezza, gli eventi avversi associati alla dieta sono risultati prevalentemente lievi, soprattutto disturbi gastrointestinali, perdita di peso e fatigue. Negli studi inclusi non sono state riportate tossicità di grado 3 o superiore direttamente attribuite alla dieta chetogenica.

Nel complesso, gli autori considerano la dieta chetogenica un approccio adiuvante fattibile, sicuro e biologicamente plausibile nel trattamento del glioblastoma, con segnali preliminari di possibile beneficio sulla sopravvivenza e sulla qualità di vita. Le evidenze disponibili presentano tuttavia limiti rilevanti: le casistiche sono generalmente piccole, la maggior parte degli studi non è randomizzata, i protocolli dietetici sono eterogenei e variano sia i trattamenti oncologici concomitanti sia le caratteristiche dei pazienti. Questi elementi rendono difficile stabilire un rapporto causale e quantificare con precisione l’eventuale beneficio sulla sopravvivenza.

Saranno quindi necessari trial randomizzati multicentrici di fase III, con protocolli nutrizionali standardizzati, stratificazione molecolare e biomarcatori metabolici uniformi, per stabilire se i segnali di efficacia osservati possano essere confermati e tradotti in raccomandazioni cliniche.

Fonte: Neurological Sciences. 2026;47(5):461. doi: 10.1007/s10072-026-09035-y.