Quotidiano Oncologia

HPV: nei programmi ad alta copertura riduzioni fino all’88% del carcinoma cervicale invasivo

28 Luglio 2026 > Ilenia Di Martino

I programmi di vaccinazione anti-HPV ad alta copertura, soprattutto quando avviati prima dell’inizio dell’attività sessuale, sono associati a marcate riduzioni degli esiti HPV-correlati a livello di popolazione. Lo indica una revisione sistematica pubblicata su Expert Review of Vaccines, che ha valutato l’impatto globale della vaccinazione su infezioni da HPV, lesioni precancerose, condilomi genitali e carcinoma cervicale invasivo.

La revisione ha incluso 63 studi osservazionali, ecologici, trasversali e di coorte. Di questi, 9 hanno valutato l’infezione da HPV, 24 le lesioni cervicali intraepiteliali di grado 2 o superiore, CIN2+, 25 i condilomi genitali e 7 il carcinoma cervicale invasivo.

Le riduzioni più rilevanti sono state osservate nei contesti con copertura vaccinale pari o superiore al 70% e con vaccinazione precoce, prima dell’esordio dell’attività sessuale. Questo risultato è tipico dei programmi scolastici strutturati, che permettono di raggiungere adolescenti e preadolescenti prima dell’esposizione al virus.

Nei diversi studi analizzati, le infezioni da HPV sono diminuite dal 58% al 100%. Le lesioni CIN2+ si sono ridotte dal 30% all’88%, mentre i condilomi genitali hanno mostrato riduzioni comprese tra il 60% e il 90%. Per il carcinoma cervicale invasivo, la riduzione riportata è stata compresa tra il 70% e l’88%.

Il dato conferma che l’efficacia dei programmi vaccinali non dipende soltanto dal vaccino in sé, ma anche dalla capacità dei sistemi sanitari di raggiungere alte coperture e di vaccinare precocemente. Dove la copertura è più bassa o la vaccinazione avviene dopo l’inizio dell’attività sessuale, l’impatto a livello di popolazione risulta meno marcato.

La revisione rafforza quindi il ruolo della vaccinazione anti-HPV come intervento centrale di prevenzione oncologica. L’effetto è più evidente sugli endpoint virologici e precancerosi, ma i dati disponibili indicano anche una riduzione rilevante del carcinoma cervicale invasivo nei contesti con programmi maturi e ad alta copertura.

Il quadro deve comunque essere interpretato con prudenza. Gli studi inclusi sono osservazionali e presentano eterogeneità per disegno, popolazioni, tipo di vaccino, definizione degli outcome, durata del follow-up e organizzazione dei programmi vaccinali. Questi elementi limitano la possibilità di confrontare direttamente tutti i risultati tra Paesi e setting diversi.

Nel complesso, la revisione indica che i maggiori benefici di popolazione si ottengono quando la vaccinazione anti-HPV è precoce, organizzata, accessibile e capace di raggiungere coperture elevate. Per questo, gli autori richiamano la necessità di ampliare l’accesso alla vaccinazione, in particolare nelle popolazioni svantaggiate e nei Paesi a basso e medio reddito.

Il messaggio di sanità pubblica è chiaro: programmi scolastici strutturati, copertura universale e strategie mirate alle popolazioni meno raggiunte sono elementi decisivi per tradurre la vaccinazione anti-HPV in una reale riduzione delle infezioni, delle lesioni precancerose e del carcinoma cervicale invasivo.

Fonte: Expert Review of Vaccines, 2026;25:2667734. DOI: 10.1080/14760584.2026.2667734.