Quotidiano Oncologia

IVR e tumori gastrointestinali: risultati promettenti su ansia, dolore e degenza

10 Luglio 2026 > Ilenia Di Martino

La realtà virtuale immersiva, IVR, può rappresentare un supporto non farmacologico promettente nella gestione dei sintomi dei pazienti con tumori gastrointestinali. Lo indica una revisione sistematica con meta-analisi di studi randomizzati controllati pubblicata sul Journal of Medical Internet Research, che ha valutato l’impatto della IVR su ansia, dolore, qualità di vita, conoscenze, parametri vitali e durata della degenza.

La meta-analisi ha incluso 14 RCT, per un totale di 837 pazienti adulti con tumori del colon-retto, fegato, esofago, stomaco, pancreas e vie biliari. Gli interventi di IVR comprendevano scenari immersivi, giochi interattivi, modelli anatomici e moduli cognitivo-comportamentali, somministrati soprattutto nei periodi perioperatorio e chemioterapico.

I risultati mostrano una riduzione significativa dell’ansia, con SMD -0,58 (IC 95%: da -0,95 a -0,20; P=0,01), e del dolore, con SMD -0,75 (IC 95%: da -1,48 a -0,03; P=0,04). L’analisi dei sottogruppi suggerisce che l’effetto ansiolitico sia più marcato quando la IVR viene utilizzata durante il trattamento attivo e con sessioni di durata pari o superiore a 20 minuti.

La IVR è risultata associata anche a una riduzione significativa della durata della degenza ospedaliera, con una differenza media di -4,11 giorni rispetto ai controlli (IC 95%: da -7,39 a -0,82; P=0,03).

Non sono invece stati osservati effetti statisticamente significativi sulla qualità della vita, sull’acquisizione di conoscenze o sui parametri vitali. Questo dato suggerisce che il beneficio della IVR sia al momento più solido sulla gestione sintomatologica immediata, in particolare ansia e dolore, che su outcome più ampi o di lungo periodo.

Il risultato va interpretato con prudenza. Gli autori segnalano eterogeneità moderata-alta, rischio di bias in diversi studi e certezza dell’evidenza da bassa a molto bassa secondo GRADE. Inoltre, gli intervalli di predizione sono ampi e includono il valore nullo, indicando che l’effetto reale in futuri contesti clinici potrebbe variare in modo significativo.

Nel complesso, la IVR appare una strategia interessante da integrare nei percorsi perioperatori e chemioterapici dei pazienti con tumori gastrointestinali, soprattutto come supporto per ansia e dolore. Tuttavia, prima di formulare raccomandazioni definitive, saranno necessari trial più ampi, meglio disegnati, con protocolli standardizzati e follow-up più lunghi.

Fonte: Journal of Medical Internet Research, 2026;28. DOI: 10.2196/86808.