La metformina è associata a una riduzione del rischio di sviluppare neoplasie, ma non mostra un beneficio significativo sulla sopravvivenza globale o sulla sopravvivenza libera da progressione nei pazienti oncologici. Lo indica una meta-analisi pubblicata su Current Cancer Drug Targets, che ha valutato sia il potenziale effetto preventivo sia quello terapeutico del farmaco.
Lo studio, condotto da ricercatori in Cina, ha incluso 18 studi, di cui 10 studi di coorte e 8 studi randomizzati controllati, per un totale di 1.300.820 partecipanti provenienti da Europa, Nord America e Asia. Gli autori hanno analizzato l’associazione tra uso di metformina, rischio di cancro, sopravvivenza nei pazienti oncologici e incidenza di reazioni avverse.
Sul piano preventivo, l’uso di metformina è risultato associato a una riduzione del rischio di sviluppare neoplasie, con hazard ratio pari a 0,90 e intervallo di confidenza al 95% compreso tra 0,86 e 0,94.
Diverso il quadro sugli esiti terapeutici nei pazienti con diagnosi oncologica. La metformina non è risultata associata a un miglioramento significativo della sopravvivenza globale, con HR 1,02 e IC 95% compreso tra 0,80 e 1,30. Anche la sopravvivenza libera da progressione non ha mostrato differenze significative, con HR 1,00 e IC 95% compreso tra 0,76 e 1,31.
Sul fronte della sicurezza, l’incidenza complessiva delle reazioni avverse non è risultata significativamente diversa tra utilizzatori di metformina e gruppi di controllo. Il rischio relativo è stato pari a 1,11, con IC 95% compreso tra 0,94 e 1,31.
Nel complesso, la meta-analisi chiarisce il posizionamento della metformina in oncologia: il farmaco appare associato a un rischio oncologico più basso nei soggetti in trattamento, ma non dimostra un effetto terapeutico significativo nei pazienti che hanno già sviluppato un tumore, almeno in termini di sopravvivenza globale e PFS.
Il dato va interpretato con prudenza. L’associazione con il minor rischio di cancro non prova automaticamente un effetto causale diretto, e gli studi inclusi sono eterogenei per popolazione, disegno, durata del follow-up e indicazione all’uso del farmaco. Per questo, la metformina non può essere considerata una terapia antitumorale, né un intervento preventivo oncologico autonomo.
Gli autori sottolineano la necessità di ulteriori studi ben disegnati per chiarire se specifici sottogruppi di pazienti possano trarre beneficio dalla metformina e in quali contesti clinici. Allo stato attuale, il farmaco mantiene il proprio ruolo nella gestione metabolica, con un possibile segnale favorevole sul rischio oncologico, ma senza evidenza sufficiente per modificarne l’impiego in senso oncologico.
Fonte: Current Cancer Drug Targets, 2025;25(3):379-392. DOI: 10.2174/0115680096345507241030224210.





