La combinazione di terapia di deprivazione androgenica (ADT), docetaxel e darolutamide è risultata il regime associato al maggior beneficio in termini di sopravvivenza globale (OS) nei pazienti con carcinoma della prostata metastatico ormono-sensibile (mHSPC) e malattia viscerale. È quanto emerge da una revisione sistematica con network meta-analysis pubblicata su European Urology Oncology, condotta per confrontare l’efficacia delle diverse strategie di intensificazione terapeutica in questo sottogruppo di pazienti a prognosi sfavorevole.
L’analisi ha incluso 8 studi clinici randomizzati di fase 3, per un totale di 7.944 pazienti con mHSPC, dei quali 1.189 presentavano malattia viscerale. L’endpoint valutato era la sopravvivenza globale.
Nella network meta-analysis, la combinazione ADT + docetaxel + darolutamide ha mostrato la maggiore riduzione del rischio di morte rispetto all’ADT di riferimento (HR 0,42; IC 95% 0,21-0,82).
Tra i regimi a due farmaci, ADT + docetaxel (HR 0,53; IC 95% 0,30-0,93) e ADT + abiraterone (HR 0,58; IC 95% 0,41-0,83) hanno mostrato le stime di efficacia più favorevoli rispetto alle altre doppiette basate sugli inibitori della via del recettore degli androgeni, comprese le combinazioni con enzalutamide, apalutamide e darolutamide.
I risultati indicano quindi che, nell’ambito della network meta-analysis, l’intensificazione con ADT, docetaxel e darolutamide è la strategia associata al maggiore beneficio di sopravvivenza nei pazienti con mHSPC e malattia viscerale. Le doppiette comprendenti docetaxel o abiraterone rappresentano comunque alternative terapeutiche valide.
Gli autori sottolineano tuttavia alcuni limiti rilevanti. L’analisi non disponeva dei dati individuali dei pazienti e gli studi inclusi non fornivano risultati di efficacia distinti in base alla sede delle metastasi viscerali, per esempio polmonari o epatiche. I confronti tra le diverse strategie derivano inoltre da una network meta-analysis e non da studi randomizzati progettati per confrontare direttamente tutti i regimi tra loro.
Saranno pertanto necessari ulteriori studi prospettici per definire con maggiore precisione la scelta terapeutica in funzione della biologia della malattia viscerale e della specifica sede metastatica.
Fonte: European Urology Oncology. 2026;9(2):447-458. doi: 10.1016/j.euo.2025.06.008.





