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Mieloma multiplo: teclistamab-daratumumab riduce dell’83% il rischio di progressione o morte

2 Ottobre 2026 > Ilenia Di Martino

Nei pazienti con mieloma multiplo recidivante o refrattario già trattati con una-tre precedenti linee terapeutiche, la combinazione teclistamab-daratumumab riduce dell’83% il rischio di progressione della malattia o morte rispetto ai regimi standard contenenti daratumumab. È quanto emerge dallo studio clinico randomizzato di fase 3 MajesTEC-3, pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Lo studio ha coinvolto 587 pazienti, randomizzati a ricevere teclistamab più daratumumab (291 pazienti) oppure daratumumab e desametasone associati, a scelta dello sperimentatore, a pomalidomide (DPd) o bortezomib (DVd) (296 pazienti). L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione (PFS), valutata da un comitato di revisione indipendente.

Dopo un follow-up mediano di 34,5 mesi, la PFS stimata a 36 mesi è risultata dell’83,4% nel gruppo teclistamab-daratumumab rispetto al 29,7% nel gruppo DPd/DVd. La combinazione sperimentale ha quindi ridotto dell’83% il rischio di progressione o morte (HR 0,17; IC 95% 0,12-0,23; p < 0,001).

Il vantaggio della combinazione è emerso anche negli altri principali endpoint di risposta:

  • -risposta complessiva (ORR): 89,0% con teclistamab-daratumumab rispetto al 75,3% con DPd/DVd;
  • -risposta completa o migliore: 81,8% rispetto al 32,1%;
  • -negatività della malattia minima residua (MRD) alla soglia di 10?5: 58,4% rispetto al 17,1%.

Per tutti questi confronti la differenza è risultata statisticamente significativa (p < 0,001).

Sul piano della sicurezza, gli eventi avversi gravi hanno interessato il 70,7% dei pazienti trattati con teclistamab-daratumumab e il 62,4% di quelli assegnati a DPd/DVd. I decessi dovuti a eventi avversi si sono verificati rispettivamente nel 7,1% e nel 5,9% dei pazienti.

Nel complesso, i risultati dello studio MajesTEC-3 dimostrano che, nei pazienti con mieloma multiplo recidivante o refrattario dopo una-tre precedenti linee di terapia, teclistamab più daratumumab determina una sopravvivenza libera da progressione significativamente più lunga rispetto ai regimi DPd o DVd, accompagnata da percentuali più elevate di risposta complessiva, risposta completa e negatività della MRD. Il beneficio di efficacia si associa tuttavia a una maggiore frequenza di eventi avversi gravi.

Fonte: New England Journal of Medicine. 2026;394(8):739-752. doi: 10.1056/NEJMoa2514663.514663.