Quotidiano Oncologia

NSCLC non squamoso: mutazione KRAS associata a PFS più breve con chemio-immunoterapia

6 Ottobre 2026 > Ilenia Di Martino

Nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso avanzato trattati in prima linea con platino, pemetrexed e pembrolizumab, la presenza di una mutazione di KRAS è associata a una sopravvivenza libera da progressione (PFS) più breve rispetto ai tumori KRAS wild-type. È quanto emerge da uno studio italiano real-world, retrospettivo-prospettico, pubblicato nel 2026 sulla rivista Tumori.

L’analisi ha incluso 765 pazienti con NSCLC non squamoso trattati con la combinazione di platino, pemetrexed e pembrolizumab in 33 centri italiani. Complessivamente, 121 pazienti (15,8%) presentavano la variante KRAS p.G12C, 201 (26,3%) altre mutazioni di KRAS e 443 (57,9%) erano KRAS wild-type.

Nei pazienti con KRAS mutato, la PFS mediana è risultata significativamente più breve rispetto al gruppo wild-type: 8,8 mesi contro 10,8 mesi. Dopo aggiustamento per le altre variabili considerate, la mutazione di KRAS è rimasta associata a un aumento del 29% dell’hazard di progressione o morte (HR aggiustato 1,29; IC 95% 1,04-1,59; p = 0,018).

Non è invece emersa una differenza statisticamente significativa in termini di sopravvivenza globale. La OS mediana è stata di 16,7 mesi nei pazienti con KRAS mutato e di 18,2 mesi nei pazienti wild-type (HR aggiustato 1,19; IC 95% 0,95-1,50; p = 0,132).

Anche il confronto tra le differenti varianti di KRAS non ha mostrato differenze significative. Nei pazienti con mutazione p.G12C e in quelli con mutazioni non-p.G12C, la PFS mediana è risultata identica, pari a 8,8 mesi (HR 0,95; IC 95% 0,70-1,30; p = 0,756). La OS mediana è stata rispettivamente di 15,9 e 17,0 mesi (HR 0,93; IC 95% 0,66-1,31; p = 0,676).

Sono emerse anche alcune differenze nelle caratteristiche cliniche. I pazienti con KRAS mutato avevano più frequentemente una storia di fumo rispetto a quelli wild-type (90,6% vs 84,1%; p = 0,012) e presentavano più spesso metastasi ossee (44,1% vs 35,9%; p = 0,022).

Nel complesso, lo studio mostra quindi che la presenza di una mutazione di KRAS è associata a una PFS significativamente più breve nei pazienti con NSCLC non squamoso avanzato trattati in prima linea con platino, pemetrexed e pembrolizumab, senza tuttavia evidenziare una differenza significativa in OS. La variante p.G12C non sembra inoltre determinare esiti differenti rispetto alle altre mutazioni di KRAS.

Secondo gli autori, questi risultati suggeriscono un potenziale ruolo predittivo negativo della mutazione di KRAS nei pazienti trattati con chemio-immunoterapia di prima linea. Data la natura real-world e non comparativa dello studio, tale interpretazione richiede tuttavia ulteriori conferme. Gli autori indicano in particolare come aree di futura ricerca il ruolo delle co-mutazioni e gli esiti dei trattamenti successivi alla progressione.

Fonte: Leonetti A, Callegari V, Perrone F, Maglietta G, Bordi P, Bria E, Vita E, Gelsomino F, De Giglio A, Gelibter A, et al. Outcomes of first-line chemo-immunotherapy in advanced non-squamous NSCLC according to KRAS status: An Italian real-world study. Tumori. 2026;112(4):316-324. doi: 10.1177/03008916261443123.