Una revisione sistematica pubblicata su Frontiers in Endocrinology ha sintetizzato i principali trial randomizzati di fase II e III presentati ad ASCO ed ESMO 2025 o pubblicati nel corso del 2025 in oncologia genitourinaria. L’analisi descrive un’evoluzione rapida degli standard terapeutici, guidata da strategie basate su biomarcatori, integrazione dell’immunoterapia, anticorpi farmaco-coniugati, radioligandi, intelligenza artificiale e ottimizzazione delle sequenze di trattamento.
La revisione ha incluso 40 studi randomizzati: ha incluso 40 studi randomizzati: 16 nel tumore della prostata, 13 nel tumore della vescica, 9 nel carcinoma renale, 1 nel tumore del testicolo e 1 nel carcinoma del pene. Gli studi sono stati selezionati perché rilevanti per sopravvivenza globale, sopravvivenza libera da progressione o altri endpoint clinici in grado di influenzare la pratica.
Nel tumore della vescica, i dati più rilevanti riguardano l’espansione delle strategie perioperatorie e l’uso di combinazioni innovative. Durvalumab nello studio NIAGARA ed enfortumab vedotin più pembrolizumab nello studio KEYNOTE-905/EV-303 vengono indicati come avanzamenti in grado di ridefinire il trattamento perioperatorio. Nella malattia metastatica, disitamab vedotin più toripalimab, valutato nello studio RC48-C016, rafforza il ruolo degli anticorpi farmaco-coniugati e della selezione basata su HER2. La revisione richiama inoltre lo sviluppo di approcci diagnostici e conservativi, come la stadiazione iniziale con risonanza magnetica nel percorso BladderPath e le strategie kidney-sparing nello studio DISTINCT-I.
Nel tumore della prostata, emergono più direttrici di cambiamento. Nella recidiva biochimica ad alto rischio, EMBARK e PRESTO indicano che l’intensificazione sistemica può modificare la storia naturale della malattia. Nel carcinoma prostatico metastatico ormono-sensibile, CAPItello-281 supporta il ruolo di capivasertib più abiraterone nei pazienti con deficit di PTEN, mentre PSMAddition porta il radioligando [177Lu]Lu-PSMA-617 in una fase più precoce della malattia, con miglioramento della sopravvivenza libera da progressione radiografica nei pazienti PSMA-positivi. ARASAFE contribuisce invece all’ottimizzazione dello schema di docetaxel, con l’obiettivo di ridurre la tossicità senza compromettere l’efficacia. Il modello di intelligenza artificiale sviluppato su dati STAMPEDE apre infine alla possibilità di identificare i pazienti con maggiore probabilità di beneficio dagli inibitori del recettore androgenico, anche se richiede validazione prospettica.
Nel carcinoma renale, la revisione segnala il ruolo di durvalumab in setting adiuvante nello studio RAMPART e l’interesse per approcci guidati dal profilo trascrittomico nello studio OPTIC RCC. LenCabo fornisce dati utili sulle sequenze post-immunoterapia, mentre FRUSICA-2 introduce una nuova combinazione tra VEGF-TKI e immunoterapia. In questo ambito, il tema centrale resta la selezione dei pazienti e la definizione della sequenza ottimale tra combinazioni immunoterapiche, antiangiogenici e nuove strategie guidate da biomarcatori.
Nei tumori più rari, la revisione individua segnali rilevanti ma da contestualizzare. Nel seminoma, SAKK 01/10 sostiene una strategia di de-escalation con intento curativo, mentre nel carcinoma del pene lo studio randomizzato sull’adiuvante contribuisce a ottimizzare gli schemi chemioterapici in una patologia nella quale le evidenze prospettiche sono storicamente limitate.
Il messaggio complessivo è che l’oncologia genitourinaria sta entrando in una fase di maggiore personalizzazione. Non si tratta più solo di aggiungere nuovi farmaci, ma di selezionare meglio i pazienti, anticipare alcune strategie nelle fasi più precoci della malattia, integrare biomarcatori, controllare le resistenze e ridurre la tossicità attraverso schemi più razionali.
La revisione sottolinea però limiti importanti. Una quota rilevante delle evidenze, 31 studi su 40, deriva da presentazioni congressuali con follow-up ancora immaturo. Le pubblicazioni finali potranno quindi modificare la stima degli effetti, soprattutto per la sopravvivenza globale. Restano inoltre aperti problemi di sequenziamento terapeutico, accesso ai test, sostenibilità economica, gestione delle tossicità e trasferibilità dei risultati alla popolazione reale, spesso più anziana e fragile rispetto ai pazienti arruolati nei trial.
Nel complesso, i 40 studi del 2025 forniscono un framework aggiornato per l’evoluzione della pratica clinica in oncologia genitourinaria. Alcuni risultati appaiono già destinati a incidere sugli standard di cura, mentre altri rappresentano strategie emergenti che richiedono follow-up più maturi, conferme prospettiche e integrazione nei percorsi regolatori e assistenziali.
Fonte: Frontiers in Endocrinology, 2026;17:1780259. DI: 10.3389/fendo.2026.1780259.





