Quotidiano Oncologia

Oncologia in Toscana. Innovazione e prossimità al centro della rete. Giommoni (Aiom): “Un modello che può essere replicato”

15 Luglio 2026 > Marzia Caposio

La Toscana dispone di una delle reti oncologiche più mature del Paese, costruita nel tempo per garantire a tutti i cittadini un accesso uniforme a percorsi diagnostico-terapeutici di elevata qualità, indipendentemente dal luogo di residenza. Un modello che coordina prevenzione, cura e ricerca e che negli anni ha consolidato un’organizzazione in grado di integrare ospedale e territorio. A delinearne le caratteristiche è Elisa Giommoni, Coordinatrice AIOM Toscana e dirigente medico della SC Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze.

“La Toscana dispone di una delle reti oncologiche più mature e strutturate del Paese. È un modello costruito negli anni che ha saputo evolversi mantenendo al centro un principio fondamentale, quello di garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dal luogo di residenza, l’accesso a percorsi diagnostico-terapeutici di elevata qualità”.

Secondo Giommoni, il principale elemento distintivo della rete “è rappresentato dalla presenza di una solida governance centrale. L’ISPRO – Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica ndr. – svolge il ruolo di coordinamento della Rete oncologica Toscana, favorendo la programmazione, l’omogeneizzazione dei percorsi, il monitoraggio degli esiti e la diffusione delle migliori pratiche cliniche e organizzative”. Un’organizzazione che consente di condividere capillarmente Pdta, indicatori di qualità e sistemi di monitoraggio, accompagnando il paziente lungo tutto il percorso assistenziale, dalla diagnosi al trattamento, fino al follow-up e alle cure palliative.

La rete opera attraverso incontri periodici tra i professionisti delle aziende territoriali e delle aziende ospedaliero-universitarie e tavoli di lavoro dedicati allo sviluppo di un’oncologia di prossimità. Negli ultimi anni la Regione ha investito nell’integrazione tra ospedale e territorio, rafforzando il ruolo delle Case della comunità, della telemedicina e della collaborazione con i medici di medicina generale. I pazienti possono accedere ai percorsi assistenziali attraverso i Centri di orientamento diagnostico (Cord) e vengono presi in carico dai Gruppi oncologici multidisciplinari (Gom), che operano secondo le raccomandazioni cliniche e i Pdta regionali.

La coordinatrice evidenzia inoltre come la rete oncologica abbia registrato negli anni performance d’eccellenza, con elevati livelli di adesione agli screening, bassi tassi di mobilità sanitaria extra-regionale e punteggi tra i più alti nelle rilevazioni Agenas dedicate allo sviluppo delle reti oncologiche. Tra le esperienze che caratterizzano il modello toscano figurano le Breast Unit, il Molecular Tumor Board, la rete per i tumori rari, i Target Team per le procedure oncologiche complesse, il Centro regionale di oncoematologia pediatrica e il progetto di oncologia territoriale.

Accanto ai risultati raggiunti, la Regione continua a investire nell’innovazione organizzativa. “La Toscana sta lavorando moltissimo alla digitalizzazione e siamo in una fase di sperimentazione avanzata della cartella clinica regionale”. Parallelamente è in fase di sviluppo una piattaforma regionale della ricerca che consentirà ai professionisti della rete di conoscere in tempo reale le sperimentazioni cliniche attive e favorirà la realizzazione di studi promossi direttamente dalla rete oncologica regionale.

Permangono tuttavia alcune criticità, in larga parte comuni al resto del Servizio sanitario nazionale. Tra queste figurano i tempi di attesa per alcune tipologie di intervento, l’accesso agli hospice, la necessità di rafforzare ulteriormente l’organizzazione territoriale, il reperimento di professionisti sanitari, la crescente complessità delle terapie innovative e l’esigenza di ridurre ulteriormente i tempi di accesso alle cure.

Sul fronte associativo, AIOM Toscana collabora stabilmente con la Rete oncologica regionale, con ISPRO e con le istituzioni sanitarie nella revisione dei Pdta e nei tavoli tecnici. L’associazione è inoltre impegnata nella formazione continua, con un programma dedicato alla multidisciplinarietà, alla qualità di vita dei pazienti e alla prevenzione oncologica attraverso la promozione dei corretti stili di vita.

“Ci concentreremo quest’anno sul grande tema dei pazienti oncologici giovani, esulando da tematiche puramente terapeutiche e concentrandoci sulla complessa presa in carico multiprofessionale del giovane paziente oncologico, focalizzandoci su tutti i punti di vista di questo percorso, sia clinico sia sociale, finanziario e psicologico”.

L’obiettivo, conclude Giommoni, è “costruire un sistema di collaborazione continua tra i professionisti in senso multidisciplinare, basandoci sulle nuove acquisizioni scientifiche e digitali, ma cercando di rimanere sempre più vicini alle persone, coniugando l’eccellenza scientifica, l’equità, la sostenibilità, ma anche l’umanizzazione delle cure”.