Quotidiano Oncologia

Oppio e rischio oncologico: associazione robusta, evidenze più incerte per gli oppioidi

29 Settembre 2026 > Ilenia Di Martino

L’uso di oppio è associato a odds significativamente più elevate di sviluppare un tumore, con associazioni particolarmente marcate per le neoplasie della vescica, della laringe e dell’esofago. Più incerto è invece il quadro relativo agli oppioidi, per i quali le evidenze disponibili mostrano associazioni modeste o non statisticamente significative con l’incidenza oncologica, a seconda del disegno degli studi. È quanto emerge da una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2026 su Cancer Treatment and Research Communications.

La ricerca ha incluso 82 pubblicazioni derivate da 78 studi epidemiologici. Nel complesso, l’uso di oppio è risultato associato a odds di tumore più che triplicate rispetto al non utilizzo (OR 3,55; IC 95% 2,94-4,29; intervallo di predizione al 95% 1,07-11,82), con le associazioni più evidenti per i tumori della vescica, della laringe e dell’esofago.

Per gli oppioidi, il quadro è risultato molto meno netto. Negli studi caso-controllo è emersa un’associazione di modesta entità con il rischio oncologico (OR 1,04; IC 95% 1,00-1,07; intervallo di predizione al 95% 0,94-1,15), mentre negli studi di coorte è stata osservata una tendenza all’aumento del rischio che non ha raggiunto la significatività statistica (HR 1,44; IC 95% 0,98-2,11; intervallo di predizione al 95% 0,25-8,32). L’ampiezza degli intervalli di predizione indica inoltre una considerevole variabilità tra gli studi.

L’impiego di oppioidi è risultato anche associato a una maggiore mortalità per cancro (HR 1,69; IC 95% 1,16-2,46). Anche in questo caso, tuttavia, l’intervallo di predizione al 95% era molto ampio e comprendeva l’assenza di associazione (0,36-7,98), imponendo cautela nell’interpretazione del risultato.

Sul piano eziologico, gli autori osservano che l’associazione riscontrata per l’oppio potrebbe essere almeno in parte attribuibile a sostanze adulteranti o ai prodotti della combustione nel caso dell’oppio fumato. Non viene tuttavia esclusa la possibilità di un effetto diretto degli alcaloidi dell’oppio. La parziale sovrapposizione farmacologica tra questi composti e gli oppioidi naturali, semisintetici o sintetici rende quindi rilevante approfondire l’eventuale rapporto tra esposizione agli oppioidi e carcinogenesi.

Nel complesso, la meta-analisi indica una robusta associazione epidemiologica tra uso di oppio e rischio oncologico. Le evidenze relative agli oppioidi sono invece molto più limitate e caratterizzate da importanti problemi metodologici. L’elevata eterogeneità, la possibilità di confondimento residuo e la scarsità di studi longitudinali non consentono di stabilire un rapporto causale né per l’incidenza né per la mortalità oncologica. Gli autori sottolineano quindi la necessità di ulteriori studi prospettici specificamente dedicati al possibile ruolo degli oppioidi nello sviluppo dei tumori.

Fonte: Cancer Treatment and Research Communications. 2026;48:101323. doi: 10.1016/j.ctarc.2026.101323.