Quotidiano Oncologia

Probiotici in oncologia: possibili benefici sui sintomi gastrointestinali e sul recupero post-operatorio

17 Settembre 2026 > Ilenia Di Martino

I probiotici potrebbero rappresentare un supporto promettente nelle cure oncologiche, in particolare per ridurre alcuni effetti gastrointestinali dei trattamenti e favorire il recupero perioperatorio. È quanto emerge da una revisione sistematica pubblicata nel 2026 su Critical Reviews in Oncology/Hematology, che ha valutato le evidenze cliniche disponibili sull’impiego della supplementazione probiotica nei pazienti oncologici.

La revisione ha incluso 3 trial clinici, uno studio in vivo seguito da un trial clinico, 2 meta-analisi e una pooled analysis. Gli studi sono stati analizzati attraverso una sintesi narrativa, distinguendo i risultati in funzione degli outcome considerati.

Durante la chemioterapia, la supplementazione con probiotici è risultata associata a una riduzione della diarrea clinicamente rilevante, con il segnale più consistente per le forme severe e in alcuni sottogruppi selezionati, tra cui i pazienti con colostomia sottoposti a terapia a base di irinotecan. Le evidenze provenienti dalle meta-analisi hanno inoltre indicato possibili miglioramenti di altri sintomi gastrointestinali, tra cui nausea e vomito, gonfiore e inappetenza.

In ambito chirurgico oncologico, l’impiego perioperatorio di probiotici o sinbiotici è risultato associato, nei singoli trial, a un recupero più rapido della funzione gastrointestinale e a miglioramenti di alcuni parametri legati al recupero postoperatorio. Le evidenze aggregate provenienti da studi randomizzati nella chirurgia colorettale hanno inoltre indicato una riduzione delle infezioni postoperatorie e della durata della degenza ospedaliera. I risultati relativi alla deiscenza anastomotica sono invece risultati non uniformi e non consentono di concludere per un beneficio certo.

Sul piano della sicurezza, negli studi clinici controllati inclusi nella revisione non sono state segnalate infezioni invasive attribuite ai ceppi probiotici somministrati. Gli autori ricordano tuttavia che nella letteratura più ampia sono stati descritti rari eventi infettivi gravi, elemento che richiede particolare attenzione nei pazienti a maggiore rischio.

Nel complesso, secondo gli autori, i probiotici rappresentano un possibile strumento aggiuntivo nelle cure di supporto di specifici percorsi oncologici, soprattutto per la tossicità gastrointestinale e per gli esiti perioperatori. Le evidenze attuali non sono però ancora sufficienti per sostenerne un impiego generalizzato. L’eterogeneità dei disegni degli studi, delle formulazioni utilizzate e degli endpoint, insieme al numero ancora limitato di trial di grandi dimensioni, rende necessari studi adeguatamente dimensionati, con ceppi chiaramente definiti e criteri di valutazione standardizzati, prima di poter formulare raccomandazioni adatte all’inserimento nelle linee guida.

Fonte: Critical Reviews in Oncology/Hematology. 2026;225:105416. doi: 10.1016/j.critrevonc.2026.105416.