Quotidiano Oncologia

Profilazione genomica: nove farmaci con approvazioni tissue-agnostic entro il 2025

5 Ottobre 2026 > Ilenia Di Martino

La profilazione genomica completa (Comprehensive Genomic Profiling, CGP) dei tumori solidi ha contribuito al passaggio dalla tradizionale classificazione basata sull’istologia e sulla sede di origine del tumore a un approccio sempre più orientato all’identificazione delle alterazioni molecolari potenzialmente utilizzabili come bersagli terapeutici. A fare il punto è una revisione pubblicata nel 2026 su Cancer Treatment Reviews, che ha analizzato i principali studi clinici sulla CGP, le evidenze alla base delle approvazioni tissue-agnostic e gli ostacoli che ancora limitano la piena integrazione dell’oncologia di precisione nella pratica clinica.

La crescente disponibilità delle tecnologie di sequenziamento ad alto rendimento consente di identificare numerose alterazioni genomiche, alcune delle quali possono predire la risposta o la resistenza a farmaci a bersaglio molecolare e immunoterapie. Questo paradigma ha favorito lo sviluppo di strategie nelle quali il trattamento viene selezionato sulla base di uno specifico bersaglio molecolare, talvolta indipendentemente dalla sede di origine del tumore.

L’evoluzione ha modificato anche il disegno degli studi clinici. I basket trial, per esempio, possono includere pazienti con tumori di diversa origine accomunati dalla stessa alterazione molecolare, permettendo di valutare l’attività di un farmaco in più istologie. I disegni adattivi consentono inoltre di modificare o ampliare le coorti sulla base dei risultati che emergono nel corso dello studio.

Questo processo ha portato a importanti risultati regolatori: secondo la revisione, entro il 2025 nove agenti antitumorali avevano ricevuto approvazioni tissue-agnostic. Il beneficio di queste strategie, tuttavia, non è necessariamente uniforme tra tutti i tipi di tumore portatori della stessa alterazione molecolare, perché l’efficacia può essere influenzata anche dal contesto biologico e istologico della neoplasia.

Nonostante i progressi, rimangono diversi ostacoli alla piena integrazione della CGP e dell’oncologia di precisione nella pratica clinica. Tra quelli evidenziati dagli autori figurano:

  • -l’eterogeneità tumorale, che può determinare differenze molecolari all’interno dello stesso tumore e tra differenti sedi di malattia e influenzare la risposta ai trattamenti;
  • -la necessità di endpoint di efficacia robusti negli studi clinici innovativi;
  • -la necessità di evidenze di conferma in grado di consolidare i risultati iniziali e supportare le decisioni regolatorie.

Gli autori sottolineano inoltre che, sebbene la CGP sia passata da strumento prevalentemente di ricerca a componente della pratica oncologica, il beneficio clinico derivante dall’impiego esteso della profilazione molecolare non è uniforme e la sua piena integrazione rimane ancora incompleta.

Per trasformare le potenzialità dell’oncologia di precisione in un beneficio clinico più ampio saranno quindi necessari studi innovativi con disegni adattivi ed endpoint robusti, una migliore integrazione dei dati multi-omici, un affinamento della selezione dei pazienti e una maggiore disponibilità di evidenze provenienti dalla pratica clinica reale.

Fonte: Studiale V, Taravella A, Landi M, Antoniotti C, Botticelli A, Marchetti P, Cremolini C. Comprehensive genomic profiling in solid tumours: Navigating promise, challenges, and pathways to clinical integration. Cancer Treatment Reviews. 2026;146:103127. doi: 10.1016/j.ctrv.2026.103127.