In Etiopia, oltre la metà dei pazienti oncologici ritarda la ricerca di assistenza sanitaria. Lo indica una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su PLOS One, che ha quantificato la prevalenza del delayed health-seeking behavior e identificato i principali fattori associati al ritardo.
Lo studio ha incluso 7 lavori condotti in diverse regioni del Paese, per un totale di 2.641 partecipanti. L’obiettivo era fornire una sintesi nazionale di evidenze finora frammentate, spesso limitate a singole aree geografiche o specifici setting assistenziali.
La prevalenza complessiva del ritardo nella ricerca di cure è risultata pari al 54% (IC 95%: 39%-68%). In altri termini, più di un paziente oncologico su due ha posticipato il ricorso a un servizio sanitario dopo la comparsa o il riconoscimento di sintomi potenzialmente rilevanti.
Tra i fattori associati al ritardo, la residenza rurale ha mostrato un impatto significativo: i pazienti residenti in aree rurali avevano una probabilità circa tripla di ritardare la ricerca di assistenza rispetto a quelli residenti in aree urbane, con AOR 3,00 (IC 95%: 1,81-4,19).
Il livello di conoscenza della malattia è risultato un determinante ancora più marcato. Una scarsa conoscenza del cancro era associata a una probabilità quasi sette volte superiore di ritardo, con AOR 6,63 (IC 95%: 2,21-11,05). Anche la mancanza di consapevolezza generale sulla patologia si associava a un aumento del ritardo, con AOR 2,63 (IC 95%: 1,75-3,51).
Un altro elemento rilevante riguarda la percezione dei sintomi. I pazienti che non riferivano dolore avevano una probabilità più che tripla di posticipare la ricerca di cure rispetto a chi presentava dolore, con AOR 3,38 (IC 95%: 2,44-4,67). Questo dato evidenzia un punto critico: l’assenza di dolore può ridurre la percezione di gravità e ritardare l’accesso ai servizi.
La revisione segnala anche altri fattori associati al ritardo, emersi in singoli studi o in analisi narrative: età più avanzata, basso reddito, assenza di assicurazione sanitaria, scarso supporto sociale e ricorso iniziale a guaritori tradizionali o spirituali. Questi elementi indicano che il ritardo non dipende solo da scelte individuali, ma da una combinazione di barriere economiche, geografiche, culturali e organizzative.
Il dato va interpretato con prudenza. Tutti gli studi inclusi erano osservazionali e trasversali, con definizioni non sempre uniformi di ritardo nella ricerca di assistenza. Inoltre, il numero di studi è limitato e la rappresentatività nazionale può essere condizionata dalla distribuzione geografica dei lavori disponibili.
Nel complesso, la meta-analisi mostra che il ritardo nell’accesso iniziale alle cure oncologiche è un problema rilevante in Etiopia. Per ridurlo, gli autori indicano la necessità di campagne di sensibilizzazione, rafforzamento dei servizi nelle aree rurali, miglioramento dei sistemi di referral, sostegno economico e maggiore integrazione del supporto psicosociale nei percorsi oncologici.
Il messaggio di sanità pubblica è chiaro: anticipare la ricerca di assistenza richiede non solo informazione sui sintomi del cancro, ma anche servizi più accessibili, costi sostenibili e interventi culturalmente adeguati alle comunità locali.
Fonte: PLOS One, 2026;21. DOI: 10.1371/journal.pone.0352869.





