Di fronte a eventi trombotici inspiegati, soprattutto se arteriosi, multifocali o ricorrenti, nei pazienti maschi più anziani può essere utile considerare anche l’ipotesi di una neoplasia prostatica sottostante. È il messaggio clinico suggerito da una revisione sistematica pubblicata nel 2026 su Cureus, che ha analizzato i case report disponibili sulla sindrome di Trousseau associata al carcinoma della prostata.
La revisione ha incluso 6 casi, relativi a pazienti di età compresa tra 55 e 87 anni. Le comorbilità più frequentemente riportate erano ipertensione e dislipidemia. In 3 casi su 6, pari al 50%, gli eventi trombotici hanno preceduto la diagnosi di carcinoma prostatico, rappresentando quindi una possibile manifestazione iniziale della neoplasia.
Quando disponibili, i dati di stadiazione hanno indicato una malattia avanzata: tutti i pazienti con informazioni sullo stadio presentavano un carcinoma prostatico in stadio IV, con punteggi di Gleason compresi tra 7 e 9. Gli eventi trombotici hanno interessato sia il distretto arterioso sia quello venoso, con localizzazioni diverse, tra cui arterie carotidi, aorta toracica, vene profonde degli arti inferiori, vene retiniche e vena giugulare interna.
Sul piano terapeutico, l’anticoagulazione, in particolare con eparina per via endovenosa, è stata il trattamento più frequentemente riportato. Le risposte cliniche sono risultate però eterogenee, anche per la variabilità dei quadri clinici e per l’esiguità della casistica disponibile.
Nel complesso, i dati suggeriscono che la sindrome di Trousseau associata a carcinoma prostatico tende a comparire soprattutto in presenza di malattia avanzata e può, in alcuni casi, precedere la diagnosi oncologica. La solidità delle conclusioni resta tuttavia limitata dal numero molto ridotto di casi, dalla natura descrittiva dei report e dalla disomogeneità delle informazioni disponibili.
Gli autori invitano quindi a non trascurare la possibilità di una neoplasia prostatica latente nei quadri trombotici inspiegati dell’uomo anziano, in particolare in presenza di trombosi arteriose o multifocali. Saranno però necessari studi prospettici, registri e analisi su casistiche più ampie per definire incidenza, fattori di rischio, gestione ottimale e valore prognostico della trombosi oncologica in questo contesto.
Cureus, 18(3), e105922. doi:10.7759/cureus.105922





