La combinazione chemio-free di lenalidomide e rituximab (R2) conferma a lungo termine un’efficacia comparabile a quella dell’immunochemioterapia nei pazienti con linfoma follicolare avanzato non trattato in precedenza. Lo mostrano i risultati dell’analisi finale a 10 anni dello studio internazionale di fase 3 RELEVANCE, pubblicati su Blood nel 2026.
Lo studio ha randomizzato 1.030 pazienti a ricevere lenalidomide più rituximab (R2; n=513) oppure un regime di immunochemioterapia basato su rituximab (R-Chemo; n=517).
Dopo 120 mesi di follow-up, la sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana, valutata dal comitato di revisione indipendente, è risultata di 110,6 mesi con R2 e di 102,8 mesi con R-Chemo. I tassi di PFS a 10 anni sono risultati pressoché sovrapponibili: 46,4% con R2 e 46,6% con R-Chemo.
La mediana della sopravvivenza globale (OS) non è stata raggiunta in nessuno dei due gruppi. A 10 anni, il tasso di OS era dell’82,4% con R2 e dell’81,1% con R-Chemo. Non è stata raggiunta neppure la mediana del tempo al successivo trattamento per il linfoma (TTNLT), con tassi a 10 anni rispettivamente del 62,2% e del 66,3%.
In entrambi i gruppi sono stati registrati 87 decessi, principalmente dovuti alla progressione del linfoma e a secondi tumori primitivi. La progressione della malattia entro 24 mesi (POD24) si è confermata associata a una prognosi significativamente peggiore rispetto all’assenza di POD24 (HR 6,215; P<0,0001), senza differenze tra i due gruppi di trattamento.
L’incidenza complessiva dei secondi tumori primitivi è stata di 2,11 casi per 100 anni-paziente (IC 95% 1,80-2,46), con tassi comparabili tra i due gruppi. Dopo i primi 24 mesi sono state osservate soltanto nove trasformazioni istologiche, tre nel gruppo R2 e sei nel gruppo R-Chemo.
Il follow-up a lungo termine dello studio RELEVANCE conferma quindi che lenalidomide più rituximab garantisce risultati comparabili all’immunochemioterapia in termini di PFS, sopravvivenza globale e tempo al successivo trattamento, rappresentando una valida alternativa priva di chemioterapia per questa popolazione di pazienti.
Fonte: Blood. 2026;147(25):3061-3068.
doi: 10.1182/blood.2026033126





