L’aggiunta di palbociclib alla terapia endocrina si associa a una riduzione del rischio di progressione della malattia o morte nei pazienti con carcinoma mammario avanzato o metastatico HR+/HER2- e metastasi esclusivamente ossee. È quanto emerge da una revisione sistematica pubblicata nel 2026 su Clinical Breast Cancer, che ha raccolto le evidenze disponibili su oltre 5.000 pazienti trattati con l’inibitore di CDK4/6.
L’analisi ha incluso 61 pubblicazioni, di cui 13 relative a studi clinici randomizzati e 48 a indagini condotte nella pratica clinica reale (real-world evidence), con l’obiettivo di valutare efficacia, tollerabilità e qualità della vita correlata alla salute in questo specifico sottogruppo di pazienti.
Nei sei studi che hanno confrontato direttamente palbociclib associato alla terapia endocrina con la sola terapia endocrina, il trattamento combinato ha mostrato un vantaggio in termini di sopravvivenza libera da progressione. In particolare, nei tre studi randomizzati le riduzioni del rischio di progressione o morte sono risultate comprese tra il 37% e il 71%, mentre nei tre studi real world il beneficio relativo è variato dal 26% al 45%.
Risultati favorevoli sono emersi anche per la sopravvivenza globale, sebbene con evidenze meno solide. Due studi randomizzati hanno riportato riduzioni del rischio di morte comprese tra il 23% e il 64%, mentre tre studi real world hanno evidenziato riduzioni tra il 16% e il 28%. Tuttavia, la significatività statistica è stata raggiunta solo in una parte dei confronti, limitando la possibilità di trarre conclusioni definitive sul beneficio in sopravvivenza globale.
Per quanto riguarda la sicurezza e la qualità della vita correlata alla salute, le evidenze disponibili, pur limitate, suggeriscono un profilo di tollerabilità generalmente favorevole e il mantenimento della qualità della vita nei pazienti trattati con palbociclib.
Nel complesso, la revisione supporta l’efficacia dell’associazione tra palbociclib e terapia endocrina nel carcinoma mammario avanzato HR+/HER2- con metastasi esclusivamente ossee, evidenziando risultati coerenti tra studi clinici randomizzati e dati della pratica reale, soprattutto in termini di controllo della progressione di malattia.
Gli autori sottolineano tuttavia la necessità di ulteriori ricerche dedicate a questa popolazione, in particolare per approfondire il profilo di sicurezza e gli effetti del trattamento sulla qualità della vita.
Clinical Breast Cancer, 26(6), 113–127. https://doi.org/10.1016/j.clbc.2026.04.010





