Quotidiano Oncologia

Tumore al seno: rischio aumentato del 56% per ogni Gy di esposizione a radiazioni ionizzanti

7 Ottobre 2026 > Ilenia Di Martino

L’esposizione a radiazioni ionizzanti si associa a un aumento statisticamente significativo del rischio di carcinoma mammario. A quantificarne l’impatto è una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata sul British Journal of Cancer, che ha incluso 40 studi con 44 stime di rischio relativo in eccesso per Gray.

Nel complesso, per ogni incremento di 1 Gy di esposizione, gli autori hanno stimato un aumento del 56% del rischio relativo in eccesso di tumore al seno rispetto al rischio di base (ERR/Gy = 0,56; IC 95%: 0,29-0,83). L’analisi conferma quindi il ruolo delle radiazioni ionizzanti come fattore associato al rischio di carcinoma mammario, pur in presenza di una marcata eterogeneità tra gli studi inclusi.

Le stime di rischio più elevate sono state osservate in alcuni sottogruppi, in particolare in presenza di esposizioni ad alto tasso di dose, dosi moderate comprese tra 1 e 5 Gy, esposizione durante l’infanzia ed età raggiunta superiore a 55 anni. Secondo gli autori, questi elementi indicano che il rischio non dipende soltanto dalla dose assorbita, ma anche dal tasso di esposizione, dal periodo della vita in cui avviene l’esposizione e dall’età raggiunta al momento della valutazione del rischio.

Il dato sulle dosi moderate va tuttavia interpretato con prudenza: la maggiore stima di rischio osservata nella categoria 1-5 Gy potrebbe riflettere anche l’eterogeneità tra gli studi, le differenze nei contesti di esposizione e l’instabilità statistica di alcune analisi per sottogruppi.

Nel complesso, lo studio rafforza l’evidenza di un’associazione tra esposizione a radiazioni ionizzanti e rischio di tumore al seno nelle donne. Gli autori sottolineano l’importanza di considerare dose, tasso di dose, età all’esposizione ed età raggiunta per una più accurata valutazione del rischio, soprattutto nelle esposizioni in età pediatrica e nelle situazioni in cui sia possibile ridurre esposizioni non necessarie.

British Journal of Cancer, 135(6), 941-952. doi:10.1038/s41416-026-03503-0