Nei pazienti con carcinoma della cervice uterina localmente avanzato, la somministrazione di gemcitabina (GEM) e lobaplatino (LOB) mediante embolizzazione interventistica è risultata associata a migliori esiti terapeutici rispetto alla somministrazione endovenosa degli stessi farmaci e a significative modificazioni del microbiota vaginale, compresa una riduzione di Gardnerella vaginalis e della formazione di biofilm. È quanto emerge da uno studio randomizzato pubblicato nel 2026 sull’African Journal of Reproductive Health.
Lo studio ha incluso 60 pazienti con carcinoma cervicale localmente avanzato, assegnate casualmente a due gruppi di 30 pazienti ciascuno. Il gruppo sperimentale è stato trattato con GEM+LOB mediante embolizzazione interventistica, mentre il gruppo di controllo ha ricevuto gli stessi farmaci per infusione endovenosa.
Gli autori hanno valutato sia l’efficacia terapeutica sia le modificazioni della flora vaginale e della formazione di biofilm, utilizzando metodiche bioinformatiche e spettrofotometria ultravioletta. Il gruppo sottoposto a embolizzazione interventistica ha mostrato risultati terapeutici significativamente migliori rispetto al gruppo di controllo (p < 0,05).
Un effetto rilevante è emerso a livello del microbiota vaginale. Nel gruppo trattato mediante embolizzazione, la quota di Gardnerella vaginalis è diminuita dal 43,51% prima del trattamento al 13,54% dopo la terapia.
Le analisi hanno inoltre evidenziato una riduzione significativa della formazione del biofilm di G. vaginalis dopo il trattamento. Non sono invece emerse differenze statisticamente significative tra i due gruppi per il contenuto complessivo delle colonie batteriche e per alcuni parametri temporali relativi alla formazione del biofilm.
Nel complesso, secondo gli autori, la somministrazione di GEM+LOB mediante embolizzazione interventistica non solo migliora gli esiti terapeutici rispetto alla somministrazione endovenosa nella popolazione studiata, ma determina anche una modulazione dello squilibrio del microbiota vaginale e un’inibizione della formazione del biofilm di G. vaginalis.
I risultati suggeriscono quindi un possibile rapporto tra modalità di trattamento oncologico e microambiente vaginale nelle pazienti con carcinoma cervicale localmente avanzato. I dati derivano tuttavia da uno studio randomizzato di dimensioni limitate, condotto su 60 pazienti, e richiedono ulteriori conferme prima di poter attribuire a queste modificazioni microbiologiche un ruolo clinico definito.
Fonte: Li D. Influence of gemcitabine combined with lobaplatin interventional embolization on vaginal flora and biofilm formation in patients with advanced cervical cancer. African Journal of Reproductive Health. 2026;30(3):38-50. doi: 10.29063/ajrh2026/v30i3.4.





