Nei pazienti con carcinoma della prostata, l’aggiunta di un inibitore della via del recettore degli androgeni (ARPI) alla terapia di deprivazione androgenica (ADT), strategia definita blocco androgenico massimale (MAB), aumenta significativamente il rischio di fratture rispetto alla sola ADT. L’incremento del rischio è stato osservato indipendentemente dal tipo di ARPI utilizzato. È quanto emerge da una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2026 su Prostate Cancer and Prostatic Diseases.
L’analisi ha incluso 17 studi clinici per un totale di 16.162 pazienti con carcinoma prostatico: 9.240 trattati con MAB e 6.922 con la sola ADT. L’obiettivo era verificare se l’aggiunta di un ARPI alla deprivazione androgenica aumentasse l’incidenza delle fratture e se l’entità del rischio variasse in funzione del farmaco impiegato.
Utilizzando un modello a effetti casuali, tutte le combinazioni ADT + ARPI analizzate sono risultate associate a un aumento statisticamente significativo del rischio di frattura rispetto alla sola ADT, con odds ratio aggregati compresi tra 1,5 e 2,4. Non sono invece emerse differenze significative nell’entità del rischio di frattura tra i diversi ARPI.
Gli autori hanno inoltre valutato l’impiego concomitante di agenti di protezione ossea (bone-protecting agents, BPA). Soltanto 7 dei 17 studi inclusi riportavano il numero di pazienti trattati con questi farmaci, evidenziando una disponibilità ancora limitata di informazioni sull’impiego delle strategie di protezione ossea nei trial considerati.
Nel complesso, la meta-analisi mostra quindi che il blocco androgenico massimale determina un aumento significativo del rischio di fratture rispetto alla sola ADT, indipendentemente dal tipo di ARPI utilizzato.
Poiché il trattamento prolungato con MAB rappresenta lo standard di cura in diversi setting del carcinoma prostatico, gli autori ritengono che l’impiego di agenti di protezione ossea debba essere generalmente raccomandato. Dosaggio e frequenza di somministrazione dei BPA devono tuttavia essere adattati allo specifico contesto clinico e terapeutico del paziente.
Fonte: Prostate Cancer and Prostatic Diseases. 2026 Jan 26. Advance online publication. doi: 10.1038/s41391-026-01077-9.





