Quotidiano Oncologia

Tumori con coinvolgimento osseo: radioterapia, BMA e radiofarmaci efficaci nel controllo del dolore

24 Settembre 2026 > Ilenia Di Martino

Radioterapia, agenti modificatori dell’osso (BMA) e radiofarmaci, utilizzati singolarmente o in combinazione, rappresentano strategie efficaci e generalmente ben tollerate per il controllo del dolore e la prevenzione degli eventi scheletrici correlati (SRE) nei pazienti con malattia ossea maligna. È quanto emerge da una meta-analisi pubblicata nel 2026 su Frontiers in Oncology, che ha valutato efficacia e sicurezza delle principali strategie impiegate per il trattamento del dolore, la protezione scheletrica e gli altri esiti clinici in questa popolazione.

L’analisi ha incluso 19 studi clinici randomizzati e comparativi, condotti prevalentemente in pazienti con metastasi ossee. Gli interventi considerati comprendevano la radioterapia esterna (EBRT) a frazione singola o multipla, gli agenti modificatori dell’osso – acido zoledronico, ibandronato, pamidronato e denosumab – e i radiofarmaci, tra cui radio-223, stronzio-89 e samario-153, somministrati da soli o nell’ambito di strategie combinate.

Per quanto riguarda la radioterapia, la EBRT in singola frazione è risultata sostanzialmente equivalente ai regimi standard multifrazionati nel controllo del dolore (SMD 0,04; IC 95% da -0,02 a 0,10). I regimi radioterapici di breve durata, pari o inferiori a una settimana, hanno mostrato un effetto statisticamente significativo ma di entità clinicamente trascurabile (SMD 0,05; IC 95% 0,05-0,05; p < 0,05).

I risultati relativi agli agenti modificatori dell’osso sono stati più articolati. Il confronto tra denosumab e acido zoledronico non ha evidenziato differenze significative nel controllo del dolore (SMD 0,01; IC 95% da -0,02 a 0,05). Le analisi dedicate ai bifosfonati hanno invece mostrato un beneficio significativo (SMD 0,12; IC 95% 0,05-0,20; p < 0,05).

Gli studi inclusi hanno valutato anche l’impiego di radiofarmaci, tra cui radio-223, stronzio-89 e samario-153, da soli o in combinazione con chemioterapia o bifosfonati. Nel complesso, gli autori riportano effetti favorevoli sul controllo del dolore e sulla protezione scheletrica, con un profilo di tollerabilità considerato favorevole.

La qualità metodologica degli studi è risultata complessivamente da moderata a elevata. La valutazione GRADE ha attribuito il livello di certezza maggiore agli studi su denosumab e bifosfonati, mentre le evidenze relative alla radioterapia sono state giudicate di certezza moderata. Gli studi sulle strategie combinate, comprendenti radiofarmaci e BMA, hanno invece mostrato una certezza da moderata a bassa, soprattutto per l’eterogeneità dei protocolli terapeutici, del follow-up e degli outcome riportati.

Nel complesso, secondo gli autori, radioterapia, agenti modificatori dell’osso e radiofarmaci, impiegati singolarmente o in combinazione, costituiscono opzioni efficaci e generalmente ben tollerate per il controllo del dolore e la prevenzione degli eventi scheletrici nei pazienti con malattia ossea maligna. Le diverse strategie possono quindi offrire possibilità terapeutiche utili per ridurre il carico sintomatologico e preservare la qualità di vita.

Fonte: Frontiers in Oncology. 2026;16:1768834. doi: 10.3389/fonc.2026.1768834.