Un programma strutturato di esercizio fisico migliora significativamente la qualità del sonno nei pazienti con tumore della testa e del collo sottoposti a chemioradioterapia. È quanto emerge da uno studio randomizzato controllato pubblicato nel 2026 su PeerJ, che ha valutato anche il possibile effetto dell’attività fisica sul ritmo circadiano attraverso la misurazione della melatonina urinaria.
Lo studio ha coinvolto 70 pazienti adulti con tumore della testa e del collo in stadio III, IVa o IVb, sottoposti a chemioradioterapia e con ECOG Performance Status <2. I partecipanti sono stati randomizzati al programma di exercise oncology oppure a un gruppo di controllo.
Il gruppo di intervento ha svolto sessioni di 15-20 minuti comprendenti esercizio aerobico, principalmente camminata veloce, e allenamento di resistenza per gli arti superiori e inferiori. I pazienti del gruppo di controllo hanno invece seguito un protocollo di camminata basato sulle raccomandazioni del National Comprehensive Cancer Network, cinque giorni alla settimana per sette settimane.
La qualità del sonno è stata valutata attraverso il Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI). Nel gruppo sottoposto al programma strutturato di esercizio, il punteggio medio è diminuito da 13,97 ± 2,29 a 7,09 ± 1,15, indicando un significativo miglioramento della qualità del sonno. Nel gruppo di controllo, al contrario, il punteggio è aumentato da 13,06 ± 1,73 a 14,14 ± 2,64. Le variazioni osservate sono risultate statisticamente significative (p < 0,001).
I ricercatori hanno inoltre valutato la melatonina urinaria, utilizzata come indicatore del ritmo circadiano. Nel gruppo di intervento, i livelli sono aumentati da 284,16 ± 85,29 ng/L a 369,75 ± 91,61 ng/L, mentre nel gruppo di controllo sono diminuiti da 368,00 ± 100,62 ng/L a 304,39 ± 99,50 ng/L.
Dopo l’aggiustamento per i livelli basali, tuttavia, la differenza tra i due gruppi non è risultata statisticamente significativa (p = 0,372). Lo studio non consente quindi di attribuire all’intervento un effetto indipendente sulla secrezione di melatonina o sulla regolazione del ritmo circadiano.
L’analisi mediante curva ROC ha inoltre mostrato che il punteggio PSQI rilevato dopo l’intervento presentava un’elevata capacità di distinguere i pazienti con buona e scarsa qualità del sonno.
Nel complesso, i risultati indicano che un programma strutturato di esercizio oncologico può migliorare significativamente la qualità del sonno nei pazienti con tumore testa-collo sottoposti a chemioradioterapia. I dati sulla melatonina suggeriscono invece un possibile effetto sul ritmo circadiano, ma non consentono di confermarlo dopo l’aggiustamento per le differenze iniziali tra i gruppi.
Secondo gli autori, se confermati da ulteriori studi, questi risultati supportano l’integrazione di programmi di esercizio strutturato nella gestione riabilitativa dei pazienti con tumori della testa e del collo, in particolare come intervento di supporto per migliorare la qualità del sonno durante il trattamento.
Fonte: PeerJ. 2026;14. doi: 10.7717/peerj.21409.09





