Sipuleucel-T, utilizzato nel carcinoma prostatico, rimane a oggi l’unico vaccino cellulare approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) per il trattamento di un tumore solido. È un dato che riflette i limiti incontrati finora dalla vaccinoterapia oncologica: nonostante i grandi progressi dell’immunoterapia nei tumori solidi, i risultati ottenuti con i vaccini terapeutici negli studi clinici rimangono molto variabili e, nel complesso, ancora insoddisfacenti, con differenze legate alla sede e alla biologia della neoplasia e alla tipologia di vaccino utilizzata.
A delineare lo stato dell’arte è una revisione narrativa pubblicata nel 2026 su Vaccines, che ha analizzato le principali piattaforme vaccinali sviluppate contro i tumori solidi e le prospettive della ricerca clinica in questo ambito.
Le evidenze cliniche di efficacia rimangono attualmente limitate a un numero relativamente ridotto di studi, spesso condotti su popolazioni di piccole dimensioni. La ricerca sta tuttavia esplorando piattaforme innovative, tra cui vaccini basati su acidi nucleici, peptidi, vettori virali e cellule.
Particolare interesse riguarda i vaccini a mRNA e quelli personalizzati diretti contro neoantigeni tumorali. Queste strategie hanno prodotto risultati promettenti negli studi preclinici e nelle prime fasi della sperimentazione clinica, sostenendone l’ulteriore sviluppo. Nel caso dei vaccini a mRNA, tuttavia, l’efficacia clinica osservata finora resta limitata e persistono problematiche relative, tra l’altro, all’immunogenicità e alla modalità di somministrazione.
Uno degli ambiti di maggiore sviluppo è rappresentato dai vaccini personalizzati contro i neoantigeni, progettati sulla base delle caratteristiche molecolari specifiche del tumore del singolo paziente. La possibilità di selezionare bersagli tumorali altamente specifici potrebbe contribuire ad aumentare la precisione della risposta immunitaria e a superare alcuni dei limiti delle precedenti generazioni di vaccini oncologici.
Parallelamente, diversi studi stanno valutando strategie di combinazione tra vaccini e altri trattamenti immunoterapici. L’obiettivo è potenziare la risposta antitumorale e contrastare i meccanismi immunosoppressivi del microambiente tumorale che possono limitare l’attività dei vaccini utilizzati da soli.
La vaccinoterapia viene inoltre studiata in scenari differenti rispetto al trattamento della malattia avanzata, compresi la prevenzione dello sviluppo tumorale e il controllo o l’eliminazione della malattia minima residua. Si tratta tuttavia di applicazioni ancora in fase di ricerca e non di strategie consolidate nella pratica clinica.
Nel complesso, secondo gli autori, i vaccini contro i tumori solidi mantengono un potenziale rilevante, ma le evidenze disponibili non consentono ancora di considerarli una componente consolidata dell’immunoterapia oncologica, con l’eccezione di sipuleucel-T. Lo sviluppo futuro dipenderà dall’identificazione di bersagli più precisi, dal perfezionamento delle piattaforme vaccinali, dalla selezione dei pazienti e dall’ottimizzazione delle combinazioni con altre strategie immunoterapiche.
Fonte: Vaccines. 2026;14(2):135. doi: 10.3390/vaccines14020135.





