I pazienti degli studi odontoiatrici sono generalmente favorevoli a discutere di papillomavirus umano, vaccinazione anti-HPV e prevenzione del tumore dell’orofaringe con i professionisti della salute orale. Tuttavia, la maggior parte di loro riferisce di non ricevere ancora informazioni su questi temi durante le visite odontoiatriche. Lo indica una revisione sistematica pubblicata su Vaccine, che ha analizzato la percezione dei pazienti rispetto al possibile ruolo dello studio dentistico nella prevenzione dei tumori HPV-correlati.
La revisione ha incluso 14 studi: 5 dedicati a pazienti adulti, 8 a genitori di pazienti pediatrici e 1 a studenti universitari. L’obiettivo era valutare il grado di accettazione della discussione sull’HPV, della raccomandazione vaccinale e, dove prevista dal contesto sanitario, della somministrazione del vaccino in ambito odontoiatrico.
Dall’analisi emerge una buona ricettività. Una quota compresa tra il 23% e l’86% dei pazienti, sulla base di 9 studi, si è detta a proprio agio o favorevole a parlare di HPV, vaccinazione e tumori del distretto testa-collo con i professionisti della salute orale. La figura del dentista è risultata generalmente preferita rispetto a quella dell’igienista dentale per affrontare questi temi.
A questa disponibilità si contrappone però un forte gap comunicativo. Tra il 61% e il 93% dei pazienti ha riferito di non aver ricevuto alcuna informazione sull’HPV durante le visite odontoiatriche. Il dato segnala uno spazio di intervento ancora poco sfruttato, soprattutto considerando il legame tra infezione da HPV e tumori orofaringei.
La revisione evidenzia anche il ruolo del counseling. Quando i professionisti odontoiatrici forniscono informazioni chiare e mirate, aumenta il comfort dei pazienti rispetto alla vaccinazione anti-HPV in questo setting. Anche i genitori si sono mostrati aperti all’idea di discutere la vaccinazione dei figli nello studio dentistico, confermando il potenziale dello studio odontoiatrico come luogo di educazione preventiva.
Nel complesso, i risultati suggeriscono che i dentisti possano avere un ruolo attivo nella prevenzione dei tumori HPV-correlati, almeno attraverso informazione, raccomandazione e indirizzo verso la vaccinazione. L’eventuale somministrazione diretta del vaccino dipende invece dai modelli organizzativi e normativi dei singoli sistemi sanitari.
Secondo gli autori, servono strategie evidence-based e adattate al contesto per integrare la comunicazione sull’HPV nella pratica odontoiatrica. Il messaggio pratico è chiaro: i pazienti sono più pronti di quanto spesso si pensi, ma il sistema odontoiatrico deve ancora strutturare percorsi, formazione e strumenti comunicativi adeguati.
Fonte: Vaccine, 2026;76:128335. DOI: 10.1016/j.vaccine.2026.128335.





