Quotidiano Oncologia

Vitamina D e carcinoma vescicale: i bassi livelli sierici associati a un maggior rischio

6 Aprile 2026 > Ilenia Di Martino

Ricercatori italiani hanno pubblicato nel 2026 su Cancer Medicine uno studio che evidenzia una correlazione significativa tra ipovitaminosi D e aumento del rischio di carcinoma vescicale. I risultati suggeriscono che il mantenimento di livelli sierici adeguati potrebbe rappresentare un potenziale fattore protettivo per questa neoplasia, caratterizzata da elevati tassi di recidiva e da un rilevante impatto assistenziale.

L’analisi, un’umbrella review integrata da una meta-analisi di secondo ordine, ha incluso i dati di otto studi. I risultati indicano che livelli sierici di vitamina D inferiori a 30 nmol/L sono associati a un aumento significativo del rischio (RR = 1,32; IC 95%: 1,27–1,38). Al contrario, concentrazioni superiori a tale soglia sembrano esercitare un effetto protettivo, sebbene i dati relativi a livelli più elevati mostrino una riduzione del rischio non statisticamente significativa (RR = 0,86; IC 95%: 0,63–1,16).

Per quanto riguarda l’assunzione attraverso dieta o supplementazione, le evidenze risultano meno consistenti. Alcune analisi suggeriscono un possibile effetto preventivo, soprattutto in specifici contesti nutrizionali, ma i risultati complessivi rimangono inconcludenti e richiedono ulteriori approfondimenti.

Nel complesso, pur in presenza di un’associazione consistente tra bassi livelli di vitamina D e rischio di carcinoma vescicale, emerge la necessità di una maggiore standardizzazione metodologica. Le future ricerche dovranno distinguere tra vitamina D libera e totale, adottare metodi di misurazione uniformi e valutare le differenze tra popolazioni, al fine di chiarire il ruolo di questa vitamina nella prevenzione oncologica.

Cancer medicine, 15(3), e71672. https://doi.org/10.1002/cam4.71672