Quotidiano Pediatria
Nei bambini e negli adolescenti, il metilfenidato, rispetto al placebo o al non intervento, può migliorare i sintomi del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e il comportamento generale. Il metilfenidato può essere associato a un aumento del
Una ricerca pubblicata su Frontiers in Dental Medicine ha mostrato che tutti i bambini e gli adolescenti sudafricani con diabete di tipo 1 gestiti in una clinica specializzata presentavano malattia parodontale. L’età avanzata e un controllo metabolico più scarso erano
Uno studio sulle traiettorie della depressione adolescenziale durante il COVID-19 ha mostrato che le ragazze, gli adolescenti in pubertà avanzata e coloro che avevano avuto esperienze di bullismo, cyberbullismo e maggiori conflitti familiari prima della pandemia erano più suscettibili a
L’aggravarsi dei sintomi della rinite allergica durante la stagione dei pollini di graminacee porta a un aumento significativo dei sintomi di disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) e a un calo del rendimento scolastico, nei pazienti pediatrici. Il monitoraggio regolare
Tra i bambini che soffrono di disturbi del sonno vi sarebbe una maggiore prevalenza di disturbi della crescita e sovrappeso, evidenziando l’importanza del riconoscimento precoce e di un intervento tempestivo dei disturbi del sonno pediatrici. Tali misure, infatti, possono migliorare
Una ricerca pubblicata su The Lancet. Child & Adolescent Health ha evidenziato che il deficit di crescita infantile (CGF) resta uno dei principali fattori associati a morte e disabilità nei bambini sotto i 5 anni, nonostante l’attenzione globale e gli
I livelli materni di 25-idrossivitamina D (25[OH]D) durante la gravidanza sono risultati inversamente associati alla probabilità di sviluppare carie della prima infanzia (ECC), nei bambini. Questi risultati, pubblicati su JAMA Network Open, supportano il potenziale beneficio dell’integrazione di vitamina D
I bambini di età compresa tra 8 e 14 anni con steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MAFLD) presentano una FVC più elevata, insieme a un rapporto FEV1/FVC inferiore e una funzionalità delle piccole vie aeree compromessa rispetto ai controlli.
L’esposizione a breve termine al particolato fine PM2.5 correlato agli incendi boschivi è stata associata a un aumento dell’incidenza di malattie respiratorie trasmissibili, in misura maggiore rispetto all’impatto osservato con il PM2.5 non correlato agli incendi. Il fenomeno, dunque, non