Il fibrinogeno dimostra un’elevata capacità discriminatoria nella diagnosi di appendicite acuta pediatrica e mostra una relazione graduale con la gravità della malattia. Lo evidenzia, su Children, un gruppo guidato da Hilmi Onur Kabukcu, del Private Kastamonu Anatolia Hospital, in Turchia, secondo il quale il fibrinogeno potrebbe essere un promettente biomarker per la valutazione dell’appendicite acuta pediatrica, anche se sono necessari studi multicentrici prospettici più ampi prima che la sua integrazione di routine negli algoritmi diagnostici possa essere raccomandata.
La diagnosi di appendicite acuta pediatrica rimane complessa a causa di reperti clinici che si sovrappongono al dolore addominale non specifico (NSAP). Nello studio, è stato valutato il valore del fibrinogeno nella diagnosi di appendicite acuta pediatrica e nella classificazione della gravità della malattia. In uno studio retrospettivo di coorte monocentrico, 145 pazienti tra 1 mese e 18 anni di età sottoposti a tomografia computerizzata addominale con mezzo di contrasto sono stati suddivisi in tre gruppi: NSAP (n = 62), appendicite non complicata (n = 44) e appendicite complicata (n = 39). Sono stati confrontati i parametri emocromocitometrici, i livelli di PCR, procalcitonina, albumina e fibrinogeno.
Dai risultati è emerso che i livelli di fibrinogeno hanno mostrato un aumento graduale e statisticamente significativo passando da NSAP ad appendicite non complicata, fino ad appendicite complicata (p < 0,001 per tutti i confronti a coppie). Nel distinguere l’appendicite dalla NSAP, il fibrinogeno ha raggiunto la più alta accuratezza diagnostica tra i biomarker esaminati (AUC = 0,95). Infine, nell’analisi di regressione logistica multivariata, il fibrinogeno è stato validato come fattore predittivo indipendente di appendicite (p < 0,001).
Children (2026) – doi: 10.3390/children13060838





