Un ricovero su cinque a causa di infezione da virus respiratorio sinciziale (RSV) tra i bambini di età inferiore a 2 anni riguarda i bambini prematuri. Inoltre, rispetto ai nati a termine, tutti i bambini prematuri presentano un rischio maggiore di outcome gravi ospedalieri nella prima infanzia, mentre quelli con displasia broncopolmonare (BPD) restano a maggior rischio di ricovero prolungato fino all’età di 23 mesi. Lo mostra, su Pediatrics, una ricerca coordinata da Abigail Salthouse dei Centri per il controllo e la prevenzione di Atlanta (USA).
Una nascita prematura può esporre i bambini piccoli a un maggiore rischio di malattia grave da RSV a causa delle differenze nello sviluppo polmonare. I ricercatori hanno descritto le caratteristiche dei bambini di età inferiore a 2 anni ricoverati in ospedale con RSV in base alla prematurità e allo stato di displasia broncopolmonare (BPD), esaminando entrambi come fattori di rischio per outcome ospedalieri gravi.
Nel periodo 2016-2023, è stata condotta una sorveglianza sui ricoveri con malattie respiratorie acute associate a RSV nei bambini. Tra 5.844 bambini considerati, 4.626 (79,2%) erano nati a termine e 1.218 (20,8%) erano prematuri, di cui 1.138 (93,4%) senza BPD e 80 (6,6%) con BPD. Rispetto ai bambini nati a termine, tutti i bambini prematuri avevano un maggior rischio di ricovero prolungato (aRR = 1,3; IC 95%, 1,2-1,5), ricovero in terapia intensiva (aRR = 1,4; IC 95%, 1,2-1,6) e ventilazione assistita (aRR = 2,0; IC 95%, 1,4-2,8) prima dei 6 mesi come età cronologica. In più, i bambini prematuri con BPD avevano un rischio maggiore di ricovero prolungato a tutte le età fino a 23 mesi.
Pediatrics (2026) – doi: 10.1542/peds.2025-072578