Rene & patologie urogenitali
I pazienti critici con gravi nefropatie acute sottoposti a dialisi appena possibile dopo il riscontro dei criteri di candidatura non vanno incontro ad alcuna riduzione del rischio di mortalità a 90 giorni rispetto ai pazienti in cui la dialisi è
La differenza nella funzionalità renale definita in base alla creatinina o alla cistatina C potrebbe essere usata per predire la fragilità ed altri esiti negativi negli anziani, come emerge da un’indagine condotta su più di 9000 soggetti ipertesi. La funzionalià renale
Nei pazienti con nefropatie croniche non in dialisi alcuni fattori di rischio modificabili, fra cui l’attività fisica ed un elevato rapporto sodio/potassio nella dieta, sono associati ad esiti renali negativi, e potrebbero prevederli: lo suggerisce un’analisi dei dati dello studio
(Reuters Health) – Nei pazienti con malattia renale cronica (CKD) non in dialisi la densità minerale ossea può predire e associarsi a esiti terminali della patologia. Queste evidenze emergono dai dati dello studio di coorte KNOW-CKD, condotto in Corea del
E’ stata sviluppata un’equazione per prevedere il rapporto albumina/creatinina nelle urine (ACR) a partire dal rapporto proteine/creatinina nelle urine stesse (PCR) e dal contenuto proteico al dipstick. L’ACR previsto ha dimostrato una buona performance nello screening e nella stadiazione delle nefropatie
Le cause di base delle nefrolitiasi ricorrenti possono aiutare i medici a determinare se il modo migliore di aiutare il paziente consista in cambiamenti della dieta o nella farmacoterapia, come affermato da Glenn Preminger della Duke University di Dutham. Per molti
Un pannello di 5 proteine si è dimostrato promettente come biomarcatore di danno renale nell’ostruzione della giunzione uretropelvica (UPJO). Come affermato da Linda Shapiro dell’università del Connecticut, autrice di uno studio condotto su 43 pazienti, i ricercatori iniziano a sperare
Per quanto non esistano chiare linee guida per gestire i pazienti con nefropatie avanzate e CoVid-19, i nefrologi dovrebbero rimanere vigili nei confronti delle presentazioni atipiche della malattia nei pazienti in dialisi e trapiantati, e dovrebbero discutere della dialisi domiciliare
Il trattamento dei pazienti con diabete di tipo 2 con l’SGLT2-inibitore noto come dapagliflozina porta ad un significativo calo dell’evenienza del rapido declino della funzionalità renale, come emerge da uno studio condotto su più di 15.000 pazienti, il che rappresenta