Rene & patologie urogenitali
La nicturia, che comunemente sveglia gli anziani durante la notte, interessa anche i giovani adulti che lavorano durante i turni di notte. Un’indagine condotta su infermieri e medici italiani sopra i 50 anni ha infatti dimostrato che i lavoratori notturni
Una firma genica multivariata nel sangue periferico dei pazienti nefrotrapiantati consente l’identificazione precoce del rigetto mediato dai linfociti T. Lo rivela lo studio KALIBRE, condotto da Maria Hernandez Fuentes del King’s College London su 455 pazienti. Questo metodo, oltre a risultare
L’inibitore del checkpoint immune noto come atezolizumab, rappresenta un trattamento di prima linea sicuro per i pazienti con carcinomi avanzati del tratto urinario che presentano significative comorbidità e le cui opzioni terapeutiche sono limitate, ma la sua efficacia è leggermente
Il trattamento di prima linea con l’agente anti-PD-1 noto come pembrolizumab ed il TK-inibitore VEGF-mirato noto come axitinib estende la sopravvivenza complessiva e quella libera da progressione nei pazienti con carcinomi nefrocellulari a cellule chiare metastatici (mRCC) rispetto all’attuale standard
Quando le patologie simil-influenzali si diffondono nella comunità, la mortalità dei pazienti in dialisi aumenta. In media ogni anno le infezioni respiratorie gravi probabilmente contribuiscono a più di 1.000 decessi nei soggetti con nefropatie terminali negli USA. Secondo Dave Gilbertson della
La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) e l’SSRI noto come sertralina sono entrambi efficaci nell’alleviare la depressione nei pazienti sottoposti ad emodialisi di mantenimento per nefropatie terminali. Lo dimostra lo studio ASCEND, condotto su 184 pazienti dal prof. Rainish Mehrotra dell’università di
(Reuters Health) – Quando le malattie influenzali si diffondono, i tassi di mortalità salgono per i pazienti in dialisi. È quanto ha dimostrato uno studio pubblicato dal Journal della American Society of Nephrology. Mediamente, in un anno, gravi infezioni respiratorie possono
(Reuters Health) – L’estensione dei test genetici oltre le attuali linee guida potrebbe consentire una migliore stratificazione dei pazienti con cancro alla prostata e migliorare la loro gestione clinica. Lo sostiene un gruppo di ricercatori della Tulane Medical School di New
Alcuni studi basati sulla popolazione hanno suggerito che, rispetto a quanto osservato nella razza bianca, gli uomini di razza nera presentano un maggior rischio di mortalità da tumore prostatico, ma alcuni dati più recenti dimostrano che non deve essere necessariamente