Rene & patologie urogenitali
(Reuters Health) – Negli uomini con carcinoma prostatico localizzato - diagnosticato a causa dei sintomi o durante un controllo medico - la chirurgia prostatica radicale porta a un prolungamento della sopravvivenza di tre anni rispetto a un approccio di monitoraggio
L’ASP8232, un innovativo inibitore della proteina VAP-1, riduce il rapporto urinario albumina/creatinina nei pazienti con diabete di tipo 2 e nefropatia diabetica cronica, come emerge dallo studio ALBUM, condotto su 120 pazienti da Dick de Zeuw dell’università di Groningen. Si presume
L’uso di reni provenienti da donatori deceduti con nefropatie acute appare sicuro se esaminato nell’ambito di un monitoraggio pluriennale, e potrebbe rendere disponibili molti altri organi per il trapianto. Secondo Isaac Hall dell’università dello Utah, autore di uno studio che ha
Nei pazienti stabili nefrotrapiantati con successo, la chisura della fistola arterovenosa che è stata utilizzata per la dialisi determina una riduzione del rimodellamento cardiaco negativo nei mesi successivi, come evidenziato da uno studio effettuato su 63 pazienti da Michael Stokes
La chemioterapia basata sui taxani, in aggiunta alla terapia di deprivazione androgenica-sistemica (ADT) migliora gli esiti rispetto alla sola ADT negli uomini con tumore prostatico ormone-sensibile metastatico. Il docetaxel, un taxano di seconda generazione, migliora gli esiti negli uomini con tumore
Le mutazioni a livello di tre geni preposti alla riparazione del DNA sono associate ad una maggiore probabilità di riclassificazione del grado di un tumore prostatico durante la fase di sorveglianza attiva. Come affermato da Ballentine Carter della Johns Hopkins University
L’ASP8232, un nuovo inibitore della proteina VAP-1, riduce il rapporto urinario albumina/creatinina nei pazienti con diabete di tipo 2 e nefropatia diabetica. Lo dimostra lo studio ALBUM, condotto da Dick de Zeeuw dell’università di Groningen su 120 pazienti. Si presume che
L’uso proattivo di ferro ad alte dosi per via endovenosa, potrebbe ridurre la quantità di agente eritrostimolante necessario a trattare l’anemia nei pazienti in dialisi senza alcun incremento a breve termine del rischio di complicazioni vascolari o infezioni. Secondo David Wheeler
L’uso di un RAS-bloccante a seguito di una nefropatia acuta fornisce protezione dalla mortalità ma potrebbe essere accompagnato da un incremento dei tassi di ricovero per via di problemi renali. I pazienti con nefropatie acute presentano un incremento delle probabilità di