Rene & patologie urogenitali
La combinazione di meropenem e vaborbactam è efficace almeno quanto quella fra piperacillina e tazobactam nel trattamento delle infezioni complicate del tratto urinario, comprese le pielonefriti acute. Lo dimostra lo studio TANGO, condotto su 550 pazienti. Il più importante attributo della
Il trattamento con un defibrillatore impiantabile (ICD) non migliora la sopravvivenza nei pazienti con insufficienza cardiaca con ridotta frazione di eiezione e nefropatie croniche, ma incrementa il rischio di ricoveri ospedalieri a 3 anni. Lo dimostra uno studio condotto su
Una maggiore concentrazione di HDL potrebbe risultare protettiva nei confronti delle nefropatie acute a seguito di un intervento cardiochirurgico. Come illustrato da Loren Smith della Vanderbilt University di Nashville, autrice di uno studio su 391 pazienti, questi eventi intervengono nel
La circoncisione è associata ad una significativa riduzione della frequenza delle infezioni del tratto urinario nei neonati e nei bambini con idronefrosi. Lo dimostra uno studio condotto su 5.561 bambini con idronefrosi e 11.120 bambini di controllo da John Ellison del
Due nuovi studi hanno tentato di accertare se i cristalloidi bilanciati siano migliori rispetto alla normale soluzione salina come fluido endovenoso, ed hanno dimostrato che l’uso di cristalloidi bilanciati nei pazienti ricoverati critici e non critici determina una riduzione dell’incidenza
L’agente per la deplezione dei linfociti B noto come rituximab, funziona meglio rispetto al calcineurina-inibitore noto come tacrolimus nel mantenere la remissione dalla malattia e minimizzare l’esposizione ai corticosteroidi nei bambini con sindrome nefrosica da corticosteroidi (CDNS). Data la buona tollerabilità
La monosomministrazione settimanale di dulaglutide è efficace per il controllo glicemico dei pazienti con diabete di tipo 2 ed interessamento renale moderato-grave, ed il farmaco aiuta anche a rallentare il declino della funzionalità renale. Si tratta di un progresso fondamentale
Un nuovo studio si è aggiunto alle evidenze secondo cui gli alfa-bloccanti non accelerano il passaggio dei calcoli ureterali che si presentano con coliche renali rispetto al placebo, per quanto le dimensioni del calcolo potrebbero avere una qualche importanza. Secondo Andrew
Cinque classi di antibiotici sono associate ad un incremento del rischio di calcoli renali. Il rischio risulta particolarmente elevato con i farmaci contenenti zolfo e fra bambini ed adolescenti. Secondo Gregory Tasian del Children’s Hospital di Philadelphia, autore di un’ampia ricerca