Rene & patologie urogenitali
Alcuni pazienti che rispondono all’immunoterapia oncologica con checkpoint-inibitori possono manifestare benefici clinici persistenti anche dopo la sospensione della terapia per via degli effetti collaterali immunitari. Questo dato deriva da un piccolo studio effettuato su 19 pazienti dalla prof. Rana McKay
(Reuters Health) - Secondo un recente studio, i candidati statunitensi al trapianto di rene che non parlano inglese hanno difficoltà di accesso alla lista di attesa. Non solo: i pazienti ispanici e asiatici aspettano anche più a lungo la valutazione per
Le opzioni basate sulla medicina complementare ed alternativa potrebbe aiutare a gestire l’eiaculazione precoce. Il miglioramento è lieve, e gli studi in materia sono di qualità variabile, ma alcune evidenze preliminari suggeriscono che l’agopuntura, la medicina erboristica cinese, la medicina
L’aggiunta di antiandrogeni alla radioterapia come trattamento d’emergenza per gli uomini con recidiva biochimica a seguito di una prostatectomia migliora gli esiti, in quanto prolunga la sopravvivenza complessiva e riduce il rischio di metastasi e mortalità da tumore prostatico a
I tumori testicolari sono associati ad una prognosi eccellente, ma i sopravvissuti vanno incontro ad un preoccupante rischio di sviluppare determinati effetti metabolici, come l’ipertensione, che sono associati alla chemioterapia basata sul platino. In un recente studio, un paziente su
L’etelcalcetide risulta maggiormente efficace rispetto al placebo e non inferiore rispetto al cinacalcet nella riduzione dei livelli di PTH nei pazienti con nefropatie terminali ed iperparatiroidismo, anche se i benefici clinici della riduzione del PTH rimangono poco chiari. Le ricerche più
Gli esiti clinici della terapia trimodale con conservazione della vescica (TMT) sono simili fra i pazienti con varianti istologiche dei tumori uroteliali e quelli con tumori uroteliali puri. La presenza di un’istologia variante mista non dovrebbe dunque escludere i pazienti
I pazienti con nefropatie croniche in stadio precoce che assumono statine vanno incontro ad una riduzione della mortalità ed ad un declino più lento della funzionalità renale, per quanto ciò non sia valido in caso di patologia più avanzata. Secondo
Il trattamento orale con citrato ferrico migliora l’anemia sideropenica nei pazienti con nefropatie croniche non dialisi-dipendenti. Lo ha dimostrato uno studio su 234 pazienti effettuato da Glenn Chertow della Stanford University. La prevalenza dell’anemia sideropenica in questi pazienti varia dal