Rene & patologie urogenitali
Un gruppo di ricercatori dell'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) ha scoperto i meccanismi con cui il cancro riesce a "resistere" al sunitinib, una molecola utilizzata principalmente per il trattamento del tumore del rene. Lo studio è stato appena pubblicato sul Journal
Nei pazienti con nefrite lupica acuta, un regime induttivo a base di voclosporina, un nuovo inibitore della calcineurina, accompagnata da mofetil-micofenolato e corticosteroidi orali risulta efficace. Lo ha dimostrato lo studio AURA-LV, condotto su 265 pazienti da William Pendergraft dell’Università
Quando i pazienti con nefropatia in stadio tardivo partecipano ad un programma che li aiuta nella transizione verso la dialisi, essi risultano meglio preparati e più consapevoli delle proprie opzioni terapeutiche. L’intervento, denominato Healthy Transitions, viene promosso da Steven Fishbane
Nei pazienti nefrotrapiantati a basso rischio immunologico, la terapia corticosteroidea cronica può essere sospesa rapidamente dopo la fase induttiva con basiliximab o globulina anti-timocita di coniglio (AGT). Lo ha stabilito lo studio HARMONY, condotto da Christian Hugo dell’Università di Dresda,
(Reuters Health) - L'apnea centrale del sonno (CSA) è associata a un aumento del rischio di mortalità nei pazienti con malattia renale cronica (CKD) che non sono in dialisi. È quanto emerge da ricerca pubblicata su Sleep Medicine."Questi risultati mettono in
I parametri di funzionalità e danno renale sono simili a prescindere dal fatto che i target di flusso urinario peri-operatorio siano bassi (0,2 ml/kg/h) o standard (o,5 ml/kg/h). Questo dato deriva da uno studio condotto su 41 pazienti sottoposte a
Le soluzioni di fluoresceina di sodio o di destrosio al 10% evidenziano il flusso urinario più chiaramente rispetto a soluzioni saline o alla fenazopiridina orale. In base a quanto riscontrato su 176 donne, infatti, la tecnica impiegata per valutare il
Nei pazienti con carcinomi nefrocellulari non metastatici, la dissezione linfonodale intenzionale al momento della resezione del tumore primario non apporta alcun beneficio. Secondo Bradley Leibovich della Mayo Clinic di Rochester, autore di uno studio che ha coinvolto quasi 1.800 pazienti,
Nei pazienti con morbo di Peyronie, gli esiti non risultano migliori con l’aggiunta di un dispositivo per l’estensione del pene al trattamento con collagenasi iniettabili di Clostridium histolyticum, che attualmente rappresenta l’unica forma di trattamento approvata per questo disturbo cicatriziale