Sangue & coagulazione
Un'adeguata terapia ferrochelante determinerebbe una riduzione dei livelli di ferritina nei pazienti con anemia aplastica e sindrome mielodisplastica a rischio basso/intermedio, con sovraccarico di ferro a seguito di trasfusioni. Un beneficio soprattutto per organi come fegato, cuore e pancreas. A
Sussiste una certa carenza di indagini sull’incidenza delle trombosi venose profonde associate alla cannula (CaVDT) a seguito di un’ossigenazione con membrana extracorporea veno-venosa (VV ECMO). E’ stato dunque condotto uno studio per identificare l’incidenza della CaDVT post-decannulazione ed identificare i fattori
I concentrati di complesso della protrombina (PCC) sono stati associati ad un possibile rischio di complicazioni tromboemboliche, potenzialmente attribuibili ad un incremento del rapporto fra la concentrazione plasmatica di fattore II e quella di antitrombina. E’ stato sviluppato un modello matematico
(Reuters Health) – I nuovi anticoagulanti orali (NOA), anche detti non-vitamina K dipendenti, sarebbero sicuri e più efficaci nel ridurre il rischio di formazione di trombi rispetto agli antagonisti della vitamina K nei pazienti con fibrillazione atriale. È quanto ha
Reuters Health) – Il ferro somministrato per via endovenosa alle donne in gravidanza che soffrono di anemia è sicuro ed efficace. A dimostrarlo è un piccolo studio coordinato da Michael Auerbach della Georgetown University School of Medicine di Washington e
Nell’ultimo decennio, il fattore della coagulazione XIIIa ha ricevuto un rinnovato interesse come target terapeutico. La sua inibizione in effetti potrebbe offrire protezione dalle trombosi senza incrementare il rischio di emorragie, ed inoltre esso potrebbe sopperire alla necessità di una
Le erbe che secondo le teorie della medicina tradizionale cinese possiedono proprietà emoattivanti spesso suscitano perplessità per i loro possibili effetti antipiastrinici ed anticoagulanti vasati su quanto riportato dagli studi in vitro. Queste erbe sono state implicate in manifestazioni emorragiche soltanto
La misurazione dell’effetto anticoagulante dell’eparina durante l’ablazione a radiofrequenza nei pazienti che assumono apixaban o rivaroxaban è difficoltosa, dato che il tempo di coagulazione attivata (ACT) non sembra riflettere la reale attività anticoagulante di questi farmaci. Sono state pertanto valutate le
Le attuali linee guida ASRA raccomandano la sospensione della terapia antitrombotica prima di un intervento chirurgico spinale allo scopo di ridurre l’incidenza delle complicazioni emorragiche, ma la sospensione della terapia potrebbe comportare notevoli rischi in termini di eventi cerebrovascolari e