Sangue & coagulazione
Attualmente le più gravi complicazioni del trattamento dell’emofilia consistono nello sviluppo di inibitori, ossia di anticorpi neutralizzanti. In Finlandia è stato condotto uno studio che ha valutato indicenza e fattori di rischio di questa evenienza i pazienti precedentemente non trattati
Nei pazienti con deficit dei fattori della coagulazione VIII o IX, il ginocchio viene spesso colpito da gravi cambiamenti ortopedici noti come artropatia emofilica (HA). La terapia sostitutiva vitalizia (FRT) è ottimale per la prevenzione della HA, ma l’aderenza a
L’induzione dell’immunotolleranza (ITI) rappresenta un intervento standard per eradicare gli inibitori nei pazienti emofiliaci, ma le informazioni sulle condizioni a lungo termine dei pazienti che hanno eradicato gli inibitori parzialmente o totalmente a seguito dell’ITI sono purtroppo scarse. Un recente studio
La porpora fulminante rappresenta un’emergenza pediatrica pericolosa per la sopravvivenza caratterizzata da una significativa mortalità, che combina sepsi, shock, lesioni purpuriche estensive e CID. Il patogeno batterico più spesso coinvolto è il meningococco, e la sua gestione include antibiotici, corticosteroidi,
La comprensione della valenza delle nuove terapie anticoagulanti rispetto a quelle già esistenti è della massima importanza nell’attuale realtà sanitaria attenta ai costi e guidata da principi di efficienza. Alcuni studi pilota hanno valutato la valenza di edoxaban e rivaroxaban
Le proteine di fusione ricombinanti che connettono il fattore IX della coagulazione ricombinante con l’albumina ricombinante (rlx-FP), rappresentano un innovativo nuovo trattamento atto ad estendere l’emivita del fattore IX ed alleviare il carico connesso alle terapie per i pazienti con
Negli ultimi 50 anni sono stati effettuati significativi progressi sia nelle tecniche cliniche che nelle attrezzature impiegate nell’ambito della terapia intensiva. In questo contesto, un test sul posto utilizzato tradizionalmente è l’ACT (Activated Clotting Time), un test della coagulazione principalmente
(Reuters Health) - In un articolo pubblicato da Circulation: Cardiovascular Quality, un gruppo di ricercatori statunitensi ha rilevato che, secondo i dati del registro nazionale del Veteran Affairs, più del 6% dei pazienti che si sottopongono ad intervento coronarico percutaneo
La vitamina K agisce come coenzima nella gamma-carbossilazione delle proteine che da essa dipendono, compresi fattori della coagulazione, osteocalcina, MGP e proteina GAS6. L’osteocalcina rappresenta un fattore chiave per la formazione della matrice ossea, e la MGP è un inibitore