Tumore ovarico
Sulla base dei risultati di uno studio pubblicato di recente dall’International Journal of Gynecological Cancer, i ricercatori dell’Instituto Nacional de Cancerología di Bogotá, in Colombia, suggeriscono che, nelle pazienti con carcinoma ovarico sieroso di basso grado in stadio iniziale, la
I ricercatori di diversi centri negli Stati Uniti hanno condotto uno studio sull’uso di niraparib più bevacizumab come terapia di mantenimento di prima linea in pazienti con carcinoma ovarico avanzato di nuova diagnosi. La combinazione di farmaci ha mostrato risultati
La maggior parte delle pazienti con carcinoma ovarico, delle tube di Falloppio o peritoneale primario di alto grado risponde bene al trattamento iniziale con chemioterapia a base di platino. Tuttavia, fino all'80% delle donne sperimenta una recidiva. I PARPi sono
In uno studio pubblicato di recente dalla rivista International Journal of Gynceological Cancer, la sarcopenia è stata associata a una sopravvivenza più scarsa nelle pazienti con carcinoma ovarico avanzato, in particolare tra le pazienti di età superiore ai 60 anni. I
Le pazienti con cancro ovarico possono trarre numerosi benefici da un intervento che prevede un’alimentazione sana ed esercizio fisico, secondo uno studio condotto nei Paesi Bassi e pubblicato dalla rivista Gynecologic Oncology. Secondo gli autori la buona aderenza all’intervento e
In uno studio cinese pubblicato dalla rivista Journal of Ovarian Cancer gli autori hanno cercato di individuare i geni e i pathway cellulari responsabili dell’implicazione dei fibroblasti associati al cancro nella chemioresistenza nelle pazienti con carcinoma ovarico. Diversi studi hanno rivelato
I farmaci PARP inibitori, somministrati in monoterapia, potrebbero essere un’opzione terapeutica per le pazienti affette da carcinoma ovarico con metastasi cerebrali e senza mutazioni nei geni BRCA che non possono tollerare la radioterapia e la chemioterapia. Lo suggerisce il caso
Le donne affette da carcinoma ovarico e in generale da neoplasie ginecologiche, spesso sperimentano delle limitazioni nella propria vita sessuale, dovute sia alla posizione del tumore che agli affetti collaterali delle terapie. In uno studio pubblicato dalla rivista International Journal
I ricercatori hanno condotto un’analisi post hoc dell'efficacia di niraparib nello studio PRIMA in base alla tempistica dell’intervento chirurgico e allo stato di malattia residua postoperatoria. I risultati, pubblicati dalla rivista Gynecologic Oncology, mostrano che l’efficacia del trattamento con niraparib
La fragilità nelle pazienti con tumori ginecologici è stata associata ad esisti peggiori, tuttavia manca una guida chiara che dia indicazioni su come valutare la fragilità e come intervenire prima di programmare il piano terapeutico. Nello studio FARGO-360, pubblicato dalla