Tumore ovarico
“Eseguire il test genetico è diventato uno step irrinunciabile nella gestione della paziente con diagnosi di carcinoma ovarico”. Permette infatti di somministrare alla paziente delle terapie mirate con ottimi risultati, come spiega a Popular Science il Professor Enrico Vizza, Direttore
La cura dei pazienti oncologici è molto cambiata dall’inizio della pandemia da Covid-19. Meno visite in ospedale, meno screening, meno interventi chirurgici e modifiche al piano terapeutico. Quali sono stati i cambiamenti nell’ambito dell’oncologia ginecologica? Ce lo spiega la dottoressa
I pazienti oncologici e le persone che sono sopravvissute al cancro, presentano un maggior rischio di sviluppare delle complicazioni correlate all’influenza stagionale, rispetto alla popolazione generale. La mortalità dell’influenza nei pazienti oncologici trattati con la chemioterapia si attesta intorno al
Un numero sempre maggiore di ricerche suggerisce che gli adipociti (o lipociti) siano dei “facilitatori attivi” della progressione di diversi tipi di cancro. Sembra, in particolare, che queste cellule siano in grado di promuovere la crescita, l’invasione, la formazione di
Le cellule del carcinoma ovarico si diffondono nell’organismo passando attraverso il fluido peritoneale. L’invasione ha inizio con la transizione mesenchima epiteliale (EMT), nel corso della quale le cellule tumorali subiscono dei cambiamenti che favoriscono il loro distacco dal tumore primario
Queste considerazioni portano naturalmente a riflettere sulla possibilità di sviluppare dei trattamenti per il carcinoma ovarico che abbiano come bersaglio le cellule adipose. “L’intero processo di progressione dell’EOC è promosso dagli adipociti maturi, pertanto è probabile che la soppressione dell’adipogenesi
I PARP inibitori di recente approvati dalla Food and Drug Administration (Fda) degli Stati Uniti dovrebbero entrare a far parte dell’armamentario di prima linea nella lotta contro il tumore ovarico. È quanto sostengono quattro medici della Società di Ginecologia Oncologica
La maggior parte delle pazienti affette da cancro ovarico risponde alla chemioterapia iniziale, ma più del 70% sviluppa poi una recidiva del tumore e, nel tempo, una resistenza al trattamento. Si ritiene che questo processo (recidiva e resistenza) sia promosso
La Commissione europea ha approvato niraparib, un inibitore orale della poli (ADP-ribosio) polimerasi (PARP) messo a punto da GSK, da assumere una volta al giorno, come trattamento di mantenimento in monoterapia di prima linea per pazienti adulti con epitelio avanzato