Tumore al seno
Per contrastare le recidive del tumore al seno, soprattutto per chi è resistente ai trattamenti ormonali, un aiuto potrebbe arrivare dalle statine usate comunemente per la cura del colesterolo. Proprio quest'ultimo, infatti, pare riuscire ad agevolare la crescita delle cellule tumorali.
Un semplice prelievo di sangue o di tessuto per sapere se si è soggette a tumore dell'ovaio o del seno. A metterlo a punto è stato il team di ricercatori dell'Università Tor Vergata di Roma. Il test offre la possibilità di poter effettuare l'analisi
Effettuare la chemioterapia direttamente nell'addome (intraperitoneale), nelle donne con tumore dell'ovaio in stadio avanzato già trattato con chirurgia, sembra essere più efficace rispetto alla chemioterapia intravenosa. A rivelarlo è uno studio di fase tre presentato al congresso della Società americana di oncologia clinica Asco, di Chicago,
Sono troppe le donne che, a fronte di una diagnosi di tumore al seno allo stadio iniziale, vengono sottoposte a test avanzati di diagnostica per immagini - come Pet, scintigrafie e tomografie computerizzate - che risultano invece ''inutili dal punto di vista medico'' e ''potenzialmente pericolosi''. A
Le analisi quantitative del DNA acellulare circolante (cfDNA) rappresentano potenziali metodi per il rilevamento di tumori ovarici. Molti studi hanno valutato questi approcci, ma i risultati sono stati troppo poco costanti per risultare concludenti. Un recente studio è stato il
E’ stato effettuato uno studio per stimare l’accuratezza della mesotelina come biomarcatore per i tumori ovarici. A questo scopo è stata effettuata una revisione sistematica quantitativa, che ha preso in esame 12 studi per un totale di 1.561 pazienti. In
La ricerca dei geni che notoriamente causano il 5-10% du tutti i tumori può avere costi proibitivi, ma un semplice questionario in sei elementi sull’anamnesi familiare potrebbe aiutare ad identificare le donne che dovrebbero essere sottoposte a questi test. Secondo
L’ASCO ha editato nuove linee guida per l’uso della terapia endocrina nel trattamento dei tumori mammari metastatici HR-positivi. Secondo Hope Rugo dell’Università della California, coautrice delle linee guida, le opzioni per la terapia endocrina si sono espanse negli ultimi due
Nuove terapie preoperatorie per curare il tumore al seno con interventi chirurgici che evitino la mastectomia. Questo il tema principe di un workshop svoltosi all'ospedale di Careggi a Firenze, dedicato a specialisti in oncologia e senologi. Al centro dell'evento, il tema delle terapie chemioterapiche neoadiuvanti, trattamenti farmacologici