Tumore al seno
In uno studio pubblicato dalla rivista Nature Cancer, i ricercatori della Tulane School of Medicine (Stati Uniti), mostrano che i tumori al seno che sopravvivono alla chemioterapia attivano complessi programmi di modulazione immunitaria. I ricercatori hanno studiato il processo nei
Uno studio globale condotto dall'Università di Otago ha identificato un gene che, se modificato, potrebbe ridurre il rischio di cancro al seno. I risultati sono stati pubblicati dalla rivista Communications Biology. La ricerca è stata condotta in collaborazione con l'International Consortium
Le antracicline, ampiamente utilizzate per trattare il cancro al seno, possono essere cardiotossiche. I ricercatori della Indiana University School of Medicine, in studi passati, hanno identificato e convalidato un polimorfismo germinale a singolo nucleotide, rs28714259, associato ad un aumentato rischio di
Le attività clinicamente, scientificamente e anche organizzativamente avanzate come quelle entro la cui cornice viene racchiusa l’accezione di “Oncologia di precisione” non sono né fini a se stesse né possono essere disgiunte da attività sanitarie, in particolare di prevenzione come
“L’Oncologia di precisione si basa sull’identificazione di possibili bersagli terapeutici a cui andrà associato un farmaco in grado di interagire specificamente con quel bersaglio, producendo un vantaggio nel paziente”. Sembra tutto molto semplice, sembra oramai perfettamente tutto acquisito ma, chiarisce Paolo
Oggi sappiamo che non esiste “il” tumore ma “i” tumori, e che la malattia si sviluppa e progredisce diversamente da persona a persona. Sappiamo inoltre che il patrimonio genetico, unico per ogni individuo, interagisce con l’ambiente in maniera altrettanto unica.
Secondo i risultati della sperimentazione clinica POSITIVE, presentata al San Antonio Breast Cancer Symposium, le pazienti con carcinoma mammario che hanno interrotto la terapia endocrina per cercare di rimanere incinte hanno avuto tassi di recidiva a breve termine simili alle
Le pazienti con carcinoma mammario localizzato, positivo per il recettore ormonale, a basso contenuto di HER2, trattate con trastuzumab deruxtecan (T-DXd, Enhertu) nel setting neoadiuvante hanno avuto un tasso di risposta globale del 75% in assenza di anastrozolo e del
La conta delle cellule tumorali circolanti per guidare la scelta tra chemioterapia e terapia endocrina come trattamento di prima linea per le pazienti con carcinoma mammario metastatico, positivo per il recettore degli estrogeni (ER)/HER2-negativo ha fornito un beneficio in termini