Tumore al seno
Le attività clinicamente, scientificamente e anche organizzativamente avanzate come quelle entro la cui cornice viene racchiusa l’accezione di “Oncologia di precisione” non sono né fini a se stesse né possono essere disgiunte da attività sanitarie, in particolare di prevenzione come
“L’Oncologia di precisione si basa sull’identificazione di possibili bersagli terapeutici a cui andrà associato un farmaco in grado di interagire specificamente con quel bersaglio, producendo un vantaggio nel paziente”. Sembra tutto molto semplice, sembra oramai perfettamente tutto acquisito ma, chiarisce Paolo
Oggi sappiamo che non esiste “il” tumore ma “i” tumori, e che la malattia si sviluppa e progredisce diversamente da persona a persona. Sappiamo inoltre che il patrimonio genetico, unico per ogni individuo, interagisce con l’ambiente in maniera altrettanto unica.
Secondo i risultati della sperimentazione clinica POSITIVE, presentata al San Antonio Breast Cancer Symposium, le pazienti con carcinoma mammario che hanno interrotto la terapia endocrina per cercare di rimanere incinte hanno avuto tassi di recidiva a breve termine simili alle
Le pazienti con carcinoma mammario localizzato, positivo per il recettore ormonale, a basso contenuto di HER2, trattate con trastuzumab deruxtecan (T-DXd, Enhertu) nel setting neoadiuvante hanno avuto un tasso di risposta globale del 75% in assenza di anastrozolo e del
La conta delle cellule tumorali circolanti per guidare la scelta tra chemioterapia e terapia endocrina come trattamento di prima linea per le pazienti con carcinoma mammario metastatico, positivo per il recettore degli estrogeni (ER)/HER2-negativo ha fornito un beneficio in termini
I ricercatori del Basser Center for BRCA dell'Abramson Cancer Center dell'Università della Pennsylvania hanno scoperto dei fattori che possono rendere più probabile la recidiva dei tumori al seno e alle ovaie associati alle mutazioni dei gene BRCA1/2. Queste mutazioni predispongono
Le pazienti con tumore al seno HER2-positivo possono ora disporre anche in Italia di una nuova opzione terapeutica che consente di diminuire significativamente le tempistiche di somministrazione delle cure, grazie ad una nuova formulazione sottocutenea. L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa)
I risultati di uno studio italiano pubblicato dalla rivista The Lancet Oncology supportano il fatto che la chemioterapia adiuvante ottimale per le pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale ad alto rischio non dovrebbe includere il fluorouracile. Precedenti analisi dello studio