Tumore al seno
Dopo ogni intervento di chirurgia oncologica, la questione cruciale per il futuro del paziente è: ci sono ancora delle cellule tumorali nell’organismo o è stato rimosso l’intero tumore? Per rispondere a questa domanda, in genere, i patologi esaminano al microscopio
Le proteine espresse sulla superficie delle cellule tumorali sono in genere degli ottimi target terapeutici. Per mettere a punto farmaci specifici in grado di riconoscerle è importante sapere come queste proteine sono organizzate al livello della membrana. I ricercatori del
La terapia ormonale sostitutiva (TOS) è associata ad una aumento del rischio di cancro al seno, in particolare nelle donne più anziane. Comunque i livelli di rischio variano in base al tipo di trattamento e alla sua durata, come dimostra
Il tumore al seno triplo negativo non risponde alle immunoterapie esistenti. I ricercatori dell’Harvard's Wyss Institute hanno sviluppato un vaccino, basato sui bio-materiali, che combina la capacità di uccidere le cellule tumorali della chemioterapia con gli effetti a lungo termine
Daiichi Sankyo e AstraZeneca annunciano l'avvio di DESTINY-Breast05, uno studio randomizzato internazionale di fase III di Enhertu (trastuzumab deruxtecan) comparato a ado-trastuzumab emtansine (T-DM1) come terapia adiuvante per il carcinoma mammario HER2-positivo in stadio iniziale ma ad alto rischio di
Avere un seno denso, quindi con un’elevata componente ghiandolare, rende più difficile identificare un tumore attraverso la mammografia. Per questa ragione i medici della Perelman School of Medicine dell'Università della Pennsylvania hanno sottoposto le donne asintomatiche con seno denso e
Molte donne affette da tumore al seno potrebbero evitare di sottoporsi a dissezione ascellare al momento dell’operazione. Questa procedura standard del trattamento chirurgico nei casi in cui il cancro ha raggiunto i linfonodi, comporta la rimozione di 10-20 linfonodi ascellari.
Un team di ricercatori della McGill University ha osservato, per la prima volta, nei tumori al seno aggressivi, delle piccole zone caratterizzate da un’elevata rigidità. Sebbene si tratti dei primi risultati, i ricercatori ritengono che la tecnica messa a punto
Le cellule della microglia, nel tentativo di proteggere il cervello dall’infiammazione, potrebbero favorire la formazione di metastasi cerebrali nelle pazienti affette da tumore al seno. È quanto scoperto dai ricercatori del dipartimenti di scienze biologiche dell’Università di Notre Dame, nell’Indiana.