Tumore al seno
Dopo un intervento per tumore al seno, solo una donna su tre prende in considerazione la ricostruzione mammaria. Le motivazioni sono le più disparate e raramente accade che sia una scelta precisa della paziente. Eppure le opzioni a disposizione, per chi si
(Reuters Health) - Nelle donne con diagnosi di cancro al seno, elevati livelli sierici di vitamina D possono essere legati a una maggiore probabilità di sopravvivere. A suggerirlo è uno studio statunitense pubblicato su Jama Oncology. "Nel complesso, abbiamo trovato
Nonostante le preoccupazioni in merito, le donne anziane non vanno incontro a maggiori complicazioni rispetto a quelle più giovani con le procedure di ricostruzione mammaria. A seguito di una procedura di ricostruzione autologa, infatti, le donne al di sopra dei 60
L’uso di G-CSF, altrimenti noto come “fattori di crescita”, per proteggere le pazienti oncologiche dalla neutropenia febbrile ha benefici lievi o modesti nel caso del tumore mammario trattato con il primo ciclo di chemioterapia nei tre regimi di trattamento più
Uno studio svedese ha suggerito che un test genetico possa identificare le pazienti con tumore mammario ad alto rischio di tromboembolia venosa. Si tratta del primo studio sulla popolazione degli effetti sia individuali che combinati di chemioterapia e suscettibilità genetica
La povertà e gli elevati costi diretti potrebbero rappresentare le ragioni principali per cui alcune donne non rispettano la terapia ormonale prevista per prevenire le recidive dei tumori mammari. Lo ha stabilito uno studio su circa 8.700 donne, di cui
E’ stato condotto uno studio per valutare la sopravvivenza complessiva delle pazienti con tumori ovarici avanzati inizialmente inoperabili, carcinomi tubolari o carcinomi peritoneali primari allo stadio III o IV che vengono sottoposte a chemioterapia neoadiuvante seguita da chirurgia citoriduttiva, in
La sovradiagnosi dei tumori mammari tramite mammografia è un fenomeno più esteso di quanto in genere si riconosca. Lo ha suggerito una recente analisi condotta sulla popolazione dal prof. H. Gilbert welch del Dartmouth Institute for Health Policy and Clinical
Lavorare nei turni di notte, anche a lungo termine, non sembra influenzare il rischio di tumore mammario nelle donne, ma questo dato confuta quelli di studi precedenti che avevano suggerito questa associazione, ed alcuni esperti che li hanno commentati si