Tumori gastrointestinali
Una capsula sensorizzata, ad alto grado di autonomia e guidata dall'esterno da un braccio robotico per effettuare uno screening accurato dell'apparato digerente e contrastare le molteplici malattie che interessano questo tratto del corpo, ad oggi la prima causa di ricovero
Il carcinoma pancreatico è probabilmente il più mortale dei tumori: in generale, la sopravvivenza a 5 anni è del 10% circa. In Italia, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, negli ultimi anni si è verificato un aumento dell’incidenza di
L’adenocarcinoma pancreatico duttale è caratterizzato da un microambiente immunosoppressivo e ciò lo rende uno dei pochi tumori ancora resistenti alle immunoterapie. I ricercatori dell'Università del Michigan Rogel Cancer Center hanno analizzato nel dettaglio, con l’aiuto di diverse tecniche le cellule
L’inibizione del recettore delle chemochine CXCR4, in combinazione con il blocco del checkpoint delle cellule T PD-1/PD-L1 induce l’infiltrazione delle cellule T e una risposta immunitaria anti-tumorale in tipi di cancro che di solito sono resistenti alle immunoterapie. Lo dimostra
I pazienti affetti da cancro del colon-retto operati da chirurghi altamente qualificati hanno il 70% di possibilità in più di sopravvivere dopo cinque anni dall’intervento, rispetto a quelli operati da medici meno qualificati. È quanto suggerisce uno studio condotto dal
L'eccellenza italiana nel campo della gastroenterologia parla chiaro: tra le prime 100 scuole di malattie dell’apparato digerente ci sono 8 italiane. La classifica delle migliori al mondo è stata stilata dalla rivista statunitense US News & World Report. Secondo la
La Commissione Europea ha approvato atezolizumab di Roche in combinazione con bevacizumab per il trattamento di pazienti adulti affetti da carcinoma epatocellulare (HCC) in stadio avanzato o non resecabile che non hanno ricevuto una precedente terapia sistemica. L'approvazione si basa sui
Un semplice esame del sangue potrebbe permettere di distinguere i tumori pancreatici che rispondono alle terapie da quelli resistenti ai trattamenti. Una distinzione fondamentale, che un giorno potrebbe guidare le decisioni terapeutiche. È quanto riporta uno studio pubblicato sulla rivista
I pazienti affetti da carcinoma rettale al I o II radio possono essere trattati in modo sicuro usando l’approccio watch-and-wait dopo la chemio-radioterapia, senza quindi necessariamente ricorrere ad un’operazione chirurgica. È quanto suggerisce uno studio pubblicato sul sito del Journal