Tumori gastrointestinali
L’aggiunta di nab-paclitaxel alla combinazione di gemcitabina e cisplatino potrebbe prolungare la sopravvivenza nei pazienti con tumori avanzati del tratto biliare rispetto a questi due ultimi farmaci da soli. Lo suggerisce uno studio condotto su 60 pazienti da Rachna Shroff dejj’università
E’ possibile impiegare criteri RM per identificare i pazienti con tumori rettali dalla prognosi favorevole che possono essere trattati mediante chirurgia primaria senza l’ausilio preventivo della chemioradioterapia. Questo dato deriva dallo studio Quicksilver, condotto da Erin Kennedy del Mount Sinai Hospital
I chirurghi risultano validi quanto gli specialisti in endoscopia nel rilevamento dei polipi mediante la colonscopia, e quindi le caratteristiche dell’endoscopista non dovrebbero influenzare la scelta dell’operatore nello screening dei tumori colorettali. Lo dimostra una nuova ricerca condotta su più di
Il consumo di una quantità moderata di carni rosse e/o trasformate è associato ad un incremento del rischio di sviluppare tumori colorettali. Questo rischio si evidenzia maggiormente nei soggetti che assumono carni rosse per più di 4 volte alla settimana rispetto
La nutrizione immunomodulante (IMN) preoperatoria nei pazienti sottoposti a chirurgia per i tumori gastrointestinali riduce il rischio di complicazioni infettive ed abbrevia le degenze ospedaliere. La buona tollerabilità di questi integratori, la mancanza di effetti collaterali ed i bassi costi del
I pazienti con tumori pancreatici avanzati con mutazioni BRCA o PALB2 che rispondono alla chemioterapia potrebbero essere candidati ad una terapia di mantenumento con il PARP-inibitore noto come rucaparib, caratterizzato da un tasso di risposta del 36,8% e da una
Sarebbe probabilmente conveniente iniciare lo screening dei tumori colorettali a 45 anni invece che a 50 anni nei soggetti a medio rischio. Sulla base dei benefici clinici previsti e dei costi economici, ma sarebbe ancora più opportuno incrementare i tassi di
Per quanto il tumore colorettale ad insorgenza precoce sia clinicamente e geneticamente distinto da quello dell’adulto al di sopra dei 50 anni, una revisione retrosspettiva di più di 36.000 pazienti derivanti da 4 diversi campioni dimostra che sussistono sottogruppi clinici
L’accuratezza delle tecnologie ottiche nel distinguere il tessuto precanceroso da quello benigno non è sufficiente per la maggior parte delle applicazioni cliniche di routine, compresa la diagnosi dei polipi precancerosi. Come affermato da Sam Mason dell’Imperial College London, autore della revisione