Ulcera & Reflusso
La gastroparesi diabetica si definisce come ritardo dello svuotamento gastrico senza ostruzione meccanica nel contesto del diabete. I sintomi di questa patologia variano dal lieve gonfiore a gravi episodi di vomito, e possono determinare ricoveri frequenti ed una scarsa qualità della
La terapia con PPI non riesce ad apportare un adeguato controllo dei sintomi nel 50% dei pazienti con reflusso gastroesofageo. Per quanto una certa proporzione di essi necessiti di proseguire il trattamento con PPI, non è disponibile alcun approccio diagnostico
Il reflusso gastroesofageo è una comune patologia cronica del tratto gastrointestinale che interessa più del 50% della popolazione USA. Lo sviluppo del reflusso potrebbe essere associato ad una motilità esofagea inefficace (IEM), ma l’impatto della motilità esofagea sugli esiti successivi
La triplice terapia basata sulla rifabutina può eradicare l’H.pylori anche in presenza di resistenze a claritromicina o metronidazolo, come dimostra lo studio ERADICATE Hp2, condotto su 455 pazienti da David Graham del Baylor College of Medicine di Houston, secondo cui
L’agopuntura potrebbe aiutare a migliorare o eliminare i sintomi della sindrome da stress post-prandiale, fra cui figurano sensazioni sgradevoli di pienezza e gonfiore. Lo suggerisce uno studio randomizzato condotto su 278 pazienti da Jing Wen-Tang dell’università di medicina cinese di
I soggetti che fanno uso di PPI potrebbero avere maggiori probabilità di contrarre il CoVid-19. Alla luce di questo dato, i medici potrebbero considerare quali pazienti necessitino realmente di potenti farmaci antiacidi, come affermato da Brennan Spiegel del Cedars Sinai
Ogni reumatologo dovrebbe trovarsi a suo agio nell’uso di una scala convalidata per i sintomi gastrointestinali atta a valutare il reflusso gastroesofageo nei pazienti con scleroderma, come affermato da Tracy Frech dell’università dello Utah, autrice di uno studio condotto su
Alcuni interventi bariatrici sono stati associati all’incremento dei sintomi da reflusso gastroesofageo, ma sussistono dati limitati sui cambiamenti a lungo termine a livello dell’esofago con le varie procedure bariatriche, nonché sull’impatto di questi interventi sulle patologie esofagee preesistenti. E’ stato dunque
L’uso a lungo termine di PPI può portare ad incremento del pH gastrico, ipocloridria ed in alcuni casi ad acloridria rispetto a quanto accade con altri agenti acidosoppressori come i bloccanti dei recettori H2 e gli antiacidi. Queste conseguenze derivanti dall’uso