Quotidiano Oncologia

Tumore del pancreas: inibitori di KRAS, risposta obiettiva del 29% negli studi di fase precoce

22 Ottobre 2026 > Ilenia Di Martino

L’inibizione diretta di KRAS ha mostrato un tasso di risposta obiettiva del 29% (IC 95%: 24–35%) nei pazienti con adenocarcinoma duttale pancreatico (PDAC) avanzato, precedentemente trattati. È quanto emerge da una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2026 su Scientific Reports, che ha valutato l’attività antitumorale e la sicurezza delle terapie mirate contro KRAS.

Il lavoro ha incluso sette coorti non randomizzate di fase I/II, comprendenti 463 pazienti con PDAC localmente avanzato o metastatico trattati in seconda linea o successive. La stima aggregata del tasso di risposta obiettiva (ORR) è stata calcolata sui 293 pazienti valutabili per questo endpoint, raggiungendo il 29% (IC 95%: 24–35%). Le stime di risposta sono risultate sostanzialmente omogenee tra gli studi, con un’eterogeneità statistica contenuta (I² = 5,7%).

Il risultato documenta un’attività antitumorale promettente per gli inibitori di KRAS in una popolazione con malattia avanzata e precedentemente trattata. Tuttavia, la durata delle risposte è risultata relativamente modesta e i dati di sopravvivenza sono ancora immaturi, limitando la possibilità di definire l’effettivo beneficio clinico a lungo termine.

Sul piano della sicurezza, gli eventi avversi gastrointestinali sono stati tra quelli più frequentemente riportati. Nell’analisi complessiva dei pazienti trattati con agenti mirati contro KRAS, l’incidenza aggregata della diarrea è risultata pari al 40% e quella della nausea al 41%. Considerando esclusivamente gli studi con dati di tossicità specifici per il PDAC, le percentuali sono state rispettivamente del 43% e del 40%. Le stime hanno tuttavia mostrato un’elevata variabilità tra gli studi.

Gli autori sottolineano inoltre i limiti metodologici delle evidenze disponibili, caratterizzate da studi di fase precoce privi di bracci di controllo e da un rischio di bias moderato-elevato. Questi elementi non consentono ancora di stabilire il beneficio comparativo dei nuovi trattamenti.

Nel complesso, la meta-analisi rafforza il razionale biologico e clinico dell’inibizione diretta di KRAS nel carcinoma pancreatico, documentando un’attività antitumorale misurabile anche nella malattia refrattaria. Saranno tuttavia necessari studi clinici controllati, con una selezione dei pazienti guidata da biomarcatori e un follow-up adeguato, per confermare l’efficacia dei diversi inibitori e chiarirne l’impatto sulla sopravvivenza.

Scientific Reports, 16(1), 13189. https://doi.org/10.1038/s41598-026-40757-3