I pazienti sottoposti a intervento per tumore intracranico possono presentare deficit cognitivi rilevanti, legati sia all’effetto massa della lesione sia alle sequele dei trattamenti oncologici. Per valutare il possibile ruolo della riabilitazione neurocognitiva nel recupero funzionale, una revisione sistematica pubblicata nel 2026 sul Journal of Clinical Neuroscience ha raccolto le evidenze disponibili, delineando un quadro promettente ma ancora non definitivo.
L’analisi ha incluso 10 studi prospettici condotti su adulti sottoposti a resezione di tumore intracranico, con interventi applicati ad almeno 10 pazienti. Nove studi hanno valutato programmi di riabilitazione cognitiva, mentre uno studio pilota ha esplorato l’uso di realtà virtuale e strumenti digitali basati su app per migliorare le funzioni quotidiane.
Nella maggior parte degli studi sono stati osservati miglioramenti in specifici domini cognitivi, con dimensioni dell’effetto generalmente orientate a favore dell’intervento. Tuttavia, solo una minoranza dei lavori ha dimostrato un beneficio statisticamente significativo. Questo limita la possibilità di trarre conclusioni definitive sull’efficacia della riabilitazione neurocognitiva post-operatoria in questa popolazione.
Secondo gli autori, i pazienti con tumore intracranico, in particolare quelli con prognosi favorevole, potrebbero beneficiare dell’inserimento della riabilitazione neurocognitiva nei percorsi post-operatori. Il razionale clinico è solido: preservare o recuperare le funzioni cognitive può incidere sulla qualità di vita, sull’autonomia e sulla capacità di riprendere le attività quotidiane.
Al tempo stesso, le evidenze disponibili restano limitate da numerosità ridotte, eterogeneità degli interventi, differenze nei test cognitivi utilizzati e follow-up non sempre adeguati. Per consolidare il ruolo della riabilitazione neurocognitiva saranno quindi necessari studi prospettici più ampi, con protocolli standardizzati, misure di outcome uniformi e valutazioni mirate dell’impatto sulla qualità di vita.
Journal of Clinical Neuroscience, 143, 111767. doi:10.1016/j.jocn.2025.111767





